Preparasi la mattina per andare a scuola: consigli di sopravvivenza per mamme di corsa

Preparasi la mattina per andare a scuola: consigli di sopravvivenza per mamme di corsa

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Ore 7, suona la sveglia e con il suono della sveglia in molte case, compresa quella della sottoscritta si genera il caos: sì, prepararsi la mattina per andare a scuola o all’asilo o da qualsiasi parte può rivelarsi il momento più delirante di tutta la giornata.

C’è chi di alzarsi non ne vuole sapere, chi ci mette due ore per vestirsi, chi si alza e dopo due minuti decide che era meglio starsene e letto e ci ritorna. La mattina insomma, ce ne è per tutti i gusti al ripetersi del mantra: “Oggi non voglio andare a scuola“.

La mattina di un genitore quando le premesse sono queste può rivelarsi davvero complessa da gestire: cercare di rendersi vagamente presentabili tra lamentele di ogni genere, calzini che non si trovano, richieste dell’ultimo minuto. Ed è facile uscire di casa già nervosi e spazientiti, iniziando la giornata sicuramente non nel migliore dei modi.

Per quanto mi riguarda io ho realizzato a posteriori che nel mio caso era innanzitutto un problema di aspettative: non potevo certo immaginare nemmeno nei miei sogni più remoti che un bambino piccolo schizzasse fuori dal letto come un adulto e corresse in bagno a lavarsi e subito dopo a fare colazione. Forse sono situazioni che si vedono nei telefilm, quelli dove sul tavolo non mancano mai i toast appena sfornati e i fiori freschi, ma almeno a casa mia è sempre andata piuttosto diversamente. Come era altrettanto improbabile che lo stesso bambino piccolo potesse davvero rimanere colpito da frasi (le mie) come: “Sono già le sette e mezza!”. Per uno che non conosce nemmeno i numeri, i giorni e le ore quella era una frase che ai suoi occhi non aveva alcun senso.

E quindi, mi sono detta che se volevo almeno provare a non arrivare nemmeno a fine anno ma a fine settimana non completamente esaurita, dovevo cambiare io, e capire se, dove e cosa stavo sbagliando.

Preparasi la mattina per andare a scuola: consigli di sopravvivenza per mamme di corsa

Prima domanda: il bambino ha dormito abbastanza? La risposta é no.

Il mio primo errore era proprio qua, e l’ho fatto per un po’ di tempo. Mio figlio non è mai stato un dormiglione e la sera è sempre stato parecchio tiratardi. Gioco ancora dieci minuti mamma, aspetta non ho finito di vedere un cartone, leggimi ancora una volta la storia. E via di seguito, potrei andare avanti per intere mezzore, infatti lo facevo con grande fatica a mettere un punto e dire “Ok, ora si dorme”.

Di due minuti in due minuti arrivavano anche le dieci meno un quarto, troppo tardi per un bambino che deve svegliarsi presto, o meglio, troppo tardi per lui. Perché poi la mattina oltre a non avere voglia già di suo di alzarsi e andare all’asilo si aggiungeva anche il fatto che fosse irritabile perché era stanco e non aveva dormito a sufficienza. La qualità del sonno unita alle ore di riposo determina e non poco la qualità della nostra giornata: un sonno corretto permette non solo di recepire meglio le informazioni, ma ci rende meglio disposti e ci fa sentire più energici e con più voglia di fare.

Ho risolto iniziando mezz’ora prima la preparazione per andare a dormire in modo che includesse già ulteriori libri in più, bicchieri di acqua, giri in bagno, varie ed eventuali. E devo riconoscere che già solo questo almeno nel mio caso ha fatto moltissima differenza.

Seconda domanda: la sveglia è all’ora giusta?

Il secondo errore, il mio, era decisamente la sveglia. Troppo tardi, decisamente tardi. O meglio, giusta se fossi stata da sola, il tempo di un caffè e di una doccia al volo, ma con un bambino non funziona, decisamente non funziona. L’orario della sveglia non è un dettaglio di poco conto, ma è fondamentale per tenere per quel che si può la situazione sotto controllo. Vero che quella mezz’oretta di sonno in più non guastava, ma il tempo di fare colazione con calma prima di svegliare il bambino e di preparasi per me è diventato fondamentale. Una volta che sono pronta, riesco a concentrarmi su di lui e svegliarlo con calma. Una volta che sono praticamente pronta posso lasciarlo dormire anche dieci minuti in più, non dovendo più però pensare a niente.

Prepararsi la mattina per andare a scuola: consigli di sopravvivenza per mamme di corsa

Terza domanda (e ultima): é tutto pronto?

La sera quando i bambini vanno a dormire spesso si ha solo voglia di starsene sul divano in pace una mezz’ora, leggersi un libro, guardarsi un film, scambiare due parole. In poche parole, dopo una giornata di corse e di cose da fare un po di sacrosanto relax è quello che tutti vogliamo.

Bene, io ho imparato però che prima di sprofondare nei cuscini del divano da cui certamente poi non mi alzo per almeno un’ora devo preparare tutto per la mattina seguente e quando dico tutto, intendo tutto. Vestiti, zainetto, la mia borsa, le chiavi della macchina.

Devo trovarmi nella condizione di alzarmi, sistemarmi e vestirmi, senza avere lo stress di cercare in giro calzini, pennarelli mancanti, portafogli ecc. Non solo perché quando sono di corsa puntualmente non vedo nemmeno quello che ho sotto al naso, ma perché mi mette in una condizione di stress che ho capito che voglio evitare, anche perché in qualche modo condiziona anche il bambino e non è il caso.

Le frasi che fanno da spauracchio sull’asilo o sulla scuola ci tornano indietro come un grande boomerang

Che cosa c’entrano adesso le frasi con il casino di preparasi la mattina per andare a scuola? C’entrano, eccome se c’entrano e coglie appieno la questione anche il pediatra Bernardi ne “Il nuovo bambino”: “Non mandate il bambino a scuola materna come se lo mandaste ai lavori forzati: certi genitori annunciano l’inizio della scuola con frasi minacciose, perfino vendicative: Vedrai adesso, come ti faranno rigare dritto, è finita la baldoria, finalmente dovrai ubbidire, eccome! Sono frasi sciagurate. Spesso alle radici di un ostinato rifiuto del bambino nei confronti della scuola ci sono frasi come queste. La scuola non è ne deve essere una galera: è un posto dove si va a divertirsi, non a soffrire, dove si va per essere liberi, non prigionieri. Un premio semmai, non certo un castigo“.

Sicuramente sono frasi a cui non diamo troppo peso, ma per il bambino invece un peso ce l’hanno, giustamente. A chi piacerebbe sentirsi dire, vedrai domani che vai al lavoro, che bella situazione che ti aspetta. Chi andrebbe volentieri da qualsiasi parte con queste premesse funeste? Credo nessuno di noi e i bambini giustamente non sono da meno.

Spero che vi sia piaciuto questo articolo dedicato al tema Prepararsi la mattina per andare a scuola: consigli di sopravvivenza per mamme di corsa.

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