A casa a conoscere il neonato: qualche accorgimento per non risultare insopportabili

1024 616 Stancamente Mamma

C’è una scena della mia infanzia che ricordo come fosse ieri. Era Natale o Santo Stefano, comunque le Feste diciamo, e mia cugina aveva appena partorito il suo primogenito. Entra in casa, una ventina di parenti circondano la carrozzina. Dopo circa dieci minuti lei borbotta quasi impercettibilmente: “Grazie a tutti, comunque io sto bene, ci sarei anche io”. Per averla impressa nella memoria dopo tanto tempo significa che mi ha colpita e non poco, anche se in quel momento ovviamente non mi rendevo minimamente conto di quello che lei potesse provare o del peso di quelle parole appena sussurrate. Anche da bambina però, avevo colto lo sguardo che si faceva malinconico e il fastidio malcelato di vedere il neonato tirato fuori dalla carrozzina mentre praticamente stava ancora sonnecchiando, passare di mano in mano. Era venuta a casa a farci conoscere il neonato, questo è vero, ma probabilmente si sarebbe aspettata un minimo di considerazione anche per la sua persona, che almeno in quell’occasione non c’è stato.

Questa è una di quelle scene che credevo totalmente dimenticate, o comunque non in cima ai miei ricordi, finché guarda caso non è toccato e me e mi sono trovata dall’altra parte. Il ritorno a casa dopo il parto è un momento che almeno per noi si è rivelato parecchio delicato (incasinato), il momento della mia vita in cui sicuramente ho meno amato le sorprese.

Le routine più consolidate saltano e si riorganizzano attorno alle esigenze del bambino che vanno ascoltate e capite. La casa spesso non é particolarmente presentabile, tanto per cominciare, nonostante ci si alzi la mattina con tante buone intenzioni, spesso si viene risucchiati da un vortice di cose da fare e le priorità cambiano in continuazione. In poche parole, far visita ai neogenitori, soprattutto senza avvisare (non fatelo!) è una buona, anzi un’ottima idea, a patto che ci si sforzi di comportarsi in modo da non urtare la loro sensibilità ed incappare in atteggiamenti a dir poco fastidiosi.

A casa a conoscere il neonato: qualche accorgimento per non risultare insopportabili
A casa a conoscere il neonato: qualche accorgimento per non risultare insopportabili

Non piombare in casa senza avvisare (e se comunque non è un buon momento, non far finta di non capirlo)

Spesso dietro tutto questo c’è solo tanta buona fede e voglia di conoscere il neonato. Il problema è che anche le migliori intenzioni devono fare i conti con la realtà: piombare in casa non è il massimo. Probabilmente i neogenitori si stanno mettendo a tavola tardissimo, sono alle prese con un pianto, o stanno riuscendo a riposare dieci minuti. Quindi telefonare per tempo è sicuramente una buona idea, che diventa eccellente quando si cerca di cogliere i segnali: quando si intuisce che non è aria, probabilmente non è aria per davvero.

Meglio rimandare, senza dubbio.

A casa a conoscere il neonato: qualche accorgimento per non risultare insopportabili

Sicurezza del neonato: ovvero le regole di igiene

Dopo i due anni che abbiamo trascorso ormai il mantra lo conosciamo e in realtà lo conoscevamo anche prima ma spesso veniva tranquillamente ignorato. La vecchia regola del lavare le mani quando si entra in casa, e a maggior ragione quando si prende in braccio un neonato. Quando è nato mio figlio ho chiesto più volte di farlo a qualche parente e mi sono sentita una grandissima rompiscatole. In realtà non costa nulla ed è un semplice accorgimento di igiene e buonsenso.

Contare fino a dieci e se non basta fino a venti prima di dare giudizi e consigli

Probabilmente eravate più bravi, più forti, più intelligenti e più capaci. Ne avete cresciuti sei facendo un Master in tre lingue, senza mai un problema. Congratulazioni, è ammirevole. Ma non tutti sono altrettanto forti, non tutti hanno le risposte, e soprattutto, le risposte non sono uguali per ogni famiglia. Quindi, prima di sentenziare, di dire che cosa sarebbe meglio, di pontificare, pensate al fatto che le parole, soprattutto pronunciate in momenti sbagliati possono ferire, soprattutto chi già ha paura di sbagliare. I consigli sono preziosi quando sono richiesti e sono ancora più preziosi quando vengono dati con gentilezza e con tatto.

A casa a conoscere il neonato: qualche accorgimento per non risultare insopportabili

Mai prendere il bambino dalle braccia della mamma, se lei non lo chiede espressamente

Passi l’entusiasmo, passi anche il fatto che non avete mai provato l’enorme emozione di tenere fra le braccia un neonato, o che avete dimenticato che cosa significa, passi anche che sembra un fagottino da abbracciare, ma prenderlo dalle braccia della mamma senza che sia lei a dirlo espressamente non è il massimo della cortesia. Molte mamme tacciono per non sembrare sgarbate (io facevo così), perché mi spiaceva dire espressamente no. Però mi dava fastidio soprattutto quando era in braccio a me e magari stava dormendo. Mamma e bambino soprattutto nella prima fase hanno esigenza di reciproco contatto e potrebbero non avere voglia di staccarsi. Chiedi e ti sarà dato (forse).

Dorme? Che peccato, non puoi svegliarlo?

Questo è capitato alla sottoscritta, e sarà successo certamente a molti altri. Ci sono persone che vengono a trovarti e si infastidiscono se un neonato dorme (cosa che fa per la maggior parte del tempo, peraltro). Ma come, ho fatto tutta questa strada per vederlo dormire? Caspita, pensavo che ti interessasse un minimo salutare anche noi. Stupidamente, l’ho svegliato e lui era giustamente irritato e nervoso. Tornando indietro a una richiesta così poco rispettosa risponderei con una risata e un bel no.

Cellulari: teneteli in tasca

Anche questo è capitato a me, quindi sarà suppongo capitato ad altri. Non facevi in tempo ad accorgertene, che venivano scattate una marea di foto che finivano sui social network commentate da perfetti sconosciuti. Non si sta fotografando un dipinto, un museo o un piatto di pasta ma una persona, e i genitori di quella persona possono non gradire che la sua immagine venga diffusa. Oggi diamo per scontate troppe cose, è diventato normale condividere la nostra quotidianità sui social network, ma non tutti lo gradiscono. E per chi non lo gradisce è molto fastidioso veder fotografato il proprio bambino senza permesso e peggio ancora, dover chiedere di eliminare gli scatti dalla Rete.

In poche parole, chi davvero tiene a te, ti sta vicino in modo discreto. Il rispetto soprattutto in certe situazioni è molto più apprezzato di mille parole e di tanti regali.

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