Da qualche settimana stiamo assistendo a una vera e propria demolizione controllata del personaggio di Chiara Ferragni, la controversa influencer che da oltre dieci anni è sulla cresta dell’onda. C’è chi la ama (e sembravano la maggioranza vista la quantità di follower e di contratti commerciali), c’è chi non capisce il fenomeno mediatico, c’è chi non la ritiene meritevole di una tale popolarità, dipende dai punti di vista, e forse questo non è nemmeno più importante.
In tempi non sospetti, proprio dopo la nascita della secondogenita della Ferragni, Vittoria, avevo pubblicato l’immagine del dopo parto qua di seguito, considerando quanto questa immagine fosse palesemente costruita e poco naturale. Per quanto oggettivamente molto bella da vedere, è pericoloso per chi deve ancora affrontare questa esperienza credere che a poche ore al parto si abbiano necessariamente le forze di farsi fare una piega, di presentarsi perfettamente truccate e in forze, come se fosse trattato di una passeggiata di salute o poco più.

Apriti cielo, le fan accanite della Ferragni (dove sono ora?) erano insorte indignate. Eppure, bastava guardare con occhio un minimo attento questa immagine (come tutte le altre), per rendersi conto che nulla é lasciato al caso: perfino in uno dei momenti più intimi e delicati della vita non mancava sia per la Ferragni che per la neonata Vittoria, la sponsorizzazione dei pigiami del suo brand.
Questo significa che la popolarità di quegli scatti così intimi e privati sarebbe stata un enorme traino, anche il quell’occasione, alla vendita dell’abbigliamento. Questo significa che prima di andare in ospedale a partorire Chiara Ferragni e il suo team hanno ponderato quali prodotti sarebbero stati più appropriati per quell’occasione. Questo significa, con buona pace di chi non si rassegna che nulla di quello che vediamo è spontaneo e naturale come invece ci si vuol far credere. E questo non significa criticare il fenomeno Ferragni aprioristicamente, non significa non riconoscere il talento imprenditoriale nel trasformare la sua vita stessa in un marchio. Significa solo imparare a osservare la realtà con occhio critico, levarsi le fette di salame dagli occhi e sapere che cosa si sta guardando.
E significa anche, con buona pace di chi ora si indigna e grida allo scandalo, che di vero per come lo intendiamo nel senso comune non c’è mai stato nulla. Era verosimile, che è un’altra cosa. Significa anche che se sono un marchio che deve vendere, mostrerò di me e della mia vita tutto quello che è funzionale al mercato, tutto quello che mi conferirà un’immagine virtuosa: in poche parole, nulla è mai stato mostrato come il racconto spontaneo di un’amica che ti fa sbirciare nella serratura di casa, semmai il contrario: lo sbirciare nella serratura é sempre stata l’esca per provare a vendere una miriade di prodotti.
In poche parole, trattandosi di un business da milioni di euro, è evidente che il racconto doveva essere semplicemente funzionale alla vendita. Lo stupore del pubblico che oggi con la dichiarazione della Ferragni al Corriere della Sera ha affermato che è meglio tenere i problemi tra le mura di casa, dimostra ancora una volta quanto siamo ingenui come consumatori e quanto non abbiamo probabilmente gli strumenti per interpretare quello che vediamo: i veri problemi della Ferragni e del marito Fedez sono sempre stati tra le mura di casa loro, non certo spiattellati davanti a milioni di utenti nonché potenziali acquirenti.

Ferragni, Fedez, la mamma e le sorelle: tutto un enorme business
Tutti o molti ricordano la proposta di matrimonio di Fedez a Chiara Ferragni: in ginocchio davanti a migliaia di persone. La dichiarazione d’amore che almeno nell’immaginario comune, tutte le ragazze vorrebbero ricevere. Proprio da lì, il business di Chiara Ferragni e di Federico Lucia ha letteralmente preso il volo e i due, unendosi, hanno dato via a un vero e proprio sodalizio che li ha portati a creare uno dei prodotti di marketing sicuramente più potenti e riusciti degli ultimi anni: presi singolarmente Chiara Ferragni non avevano la stessa presa che presi in coppia e hanno dato via a un racconto che prende le mosse dai tradizionali valori borghesi (matrimonio, figli) che però strizzava l’occhio anche a tutti i valori della società postmoderna. Tradizione e innovazione, solidità e capacità di evolvere. A questo, si sono aggiunti anche i due bambini, Leone e Vittoria, che hanno dato l’avvio a un ulteriore filone narrativo, quello della genitorialità e soprattutto a una fonte di altri introiti e innumerevoli sponsorizzazioni.
I solidi valori della famiglia, il racconto dell’unione, dello stare insieme hanno dato luce, ribalta e contratti anche alle sorelle, Valentina e Francesca che si sono trovate su un palcoscenico di cui continuano a beneficiare sponsorizzando ulteriori marchi.

Ultimo ma non di importanza, la casa dei Ferragnez è palesemente un ufficio di comunicazione, un set cinematografico, il luogo insomma in cui ogni giorno si dà spazio a momenti di vita quotidiana con l’obiettivo di vendere i più svariati prodotti.
Date le premesse, quello che oggi dichiara la Ferragni, non è mai cambiato e non è mai stato diverso. Un testimonial con guadagni milionari certo non può mostrare le brutture dell’esistenza. E anche le difficoltà e la malattia di Fedez sono sempre state proposte in quel tono buonista dell’ “E tutti vissero felici e contenti”, perché il pubblico tutto sommato, deve continuare a sognare e forse non vuole essere svegliato nemmeno davanti ell’evidenza, alla realtà. Non sono così buoni, non sono così perfetti, e sì, non sono probabilmente da tempo, nemmeno così felici.

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