La cosa più semplice? Quando la mamma rinuncia a tutto

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L’altro giorno mi è capitata una conversazione con due mie amiche, mamme anche loro. Ognuna parlava un po’ della settimana, del lavoro, dei soliti incastri e io mi sono messa a raccontare del fatto che a una delle due ore che dopo nove anni prendo per fare un po’ di sport nella settimana, avrei dovuto rinunciare per andare a prendere prima il bambino che usciva da scuola.

Mi ha fatto sorridere, ma è un sorriso amaro, il fatto che entrambe abbiano esordito con la stessa frase:’ La cosa più semplice è se quel giorno non ci vai’. Ancora prima di pensare per una volta chiedi alla nonna, per una volta magari tuo marito esce prima dall’ufficio. Per una volta magari mettiamo sul tavolo un’opzione diversa.

Quando si parla di qualcosa che fai per te stessa, anche se gli dedichi poco e niente, è la prima cosa che tutti si aspettano: che salti. Si ragiona così sulle grandi cose, che cosa vuoi che sia se non lavori per qualche anno? ( e via alle ortiche progetti di una vita), che cosa vuoi che sia se non hai mai tempo per coltivare uno straccio di amica?

Dai buca anche a questo appuntamento, finché di buca in buca di quell’amicizia non resterà che il ricordo del passato. Che cosa vuoi che sia se non fai più un briciolo di movimento ti guardi allo specchio e magari non ti trovi più?

Che cosa vuoi che sia se ogni giorno sottrai qualcosa a te stessa finché a furia di togliere non rimane più niente?

Che cosa vuoi che sia se sono mesi che devi vedere di comprarti qualcosa ma c’è sempre altro che viene prima? A continuare a sottrarre si arriva a zero.

Sarebbe più facile se non vai, certo che è più facile perché meno disturbi gli altri e meglio è.

Facile per tutti ma non per te.

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