Perché a tante persone Capodanno non piace (e va bene così)

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A tante persone Capodanno non piace, anche se sembra quasi obbligatorio divertirsi. È una sensazione più diffusa di quanto si pensi, ma spesso poco raccontata. Capodanno arriva con un carico di aspettative che non tutti sentono proprie: essere felici, festosi, presenti, sorridenti. Quando questo non accade, può nascere la sensazione di essere fuori posto, come se ci fosse un modo giusto di vivere quella notte e tutto il resto fosse sbagliato.

Il problema non è la festa in sé, ma ciò che rappresenta. Capodanno è spesso vissuto come un momento di bilanci, confronti e promesse. L’anno appena passato viene messo sotto una lente d’ingrandimento, con la pressione di dover valutare risultati, obiettivi raggiunti o mancati, cambiamenti da fare. Per molte persone questo processo non è stimolante, ma faticoso. Invece di entusiasmo, genera stanchezza mentale eun senso di peso difficile da ignorare.

Perché a tante persone Capodanno non piace (e va bene così)

C’è poi la dimensione sociale. Capodanno viene raccontato come una notte speciale, quasi una competizione silenziosa a chi organizza la serata migliore, il viaggio migliore, a chi si diverte di più, a chi dimostra di essere felice. Chi non ama la confusione, il rumore o le grandi compagnie può sentirsi forzato a partecipare a qualcosa che non rispecchia il proprio modo di stare al mondo. Il bisogno di socializzare a tutti i costi può diventare un obbligo e qualcosa da dimostrare, più che un piacere.

Perché a tante persone Capodanno non piace (e va bene così)

Non amare Capodanno non significa essere tristi o negativi. Significa semplicemente non riconoscersi in un tipo di festa che privilegia l’euforia collettiva rispetto all’ascolto individuale. Alcune persone trovano benessere nella calma, nella continuità, nella normalità. E questo non è un limite, ma una caratteristica.

Capodanno può allora diventare altro. Può essere vissuto come una sera qualsiasi, senza simboli da caricare di significato. Può essere un momento tranquillo, fatto di silenzio, musica bassa, un film o un libro. Può anche essere ignorato del tutto, senza sentirsi in difetto o dover giustificare la propria scelta.

Accettare che Capodanno non piaccia è un atto di rispetto verso se stessi. È smettere di inseguire aspettative esterne e riconoscere che il benessere non è uguale per tutti. A volte il modo migliore per iniziare un nuovo anno non è festeggiare, ma concedersi di essere autentici.

Chi scrive
Valentina Desario è l’autrice di Stancamente Mamma e scrive di maternità e vita quotidiana con ironia, sincerità e spirito pratico

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