La mamma può sostituire tutti, ma nessuno può sostituire lei. E con questa storia, tutti si defilano.

1024 571 Stancamente Mamma

La mamma può sostituire tutti, ma nessuno può sostituire lei, quindi, che tu stia bene o male non fa niente, anche oggi tanto ti alzerai e ti prenderai cura dei tuoi figli. Questo è il primo post che ho letto stamattina su Facebook su una pagina dedicata alle donne, accompagnato da una (orrenda) immagine di una mamma che piange sotto la doccia con la bambina piccola che la abbraccia. Un tempo forse non ci avrei dato troppo peso, ora lo trovo non solo brutto da vedere, perché è il messaggio che in tante salse e in tante versioni, le madri ricevono quotidianamente. Anche se arrivi a non esistere più o quasi, a perdere ogni giorno parti di te, tutto sommato fa niente, perché l’hai fatto per una buona causa. Ovvero, hai un figlio, ora passi all’ultimo gradino della scala, non esistiti più e questo viene reputato “normale”, “giusto”, “scontato”.

Come è ‘normale’ dover disimparare ad ascoltare se stessi: anche se stai male, procedi a testa bassa come un mulo sempre per il motivo elencato qua sopra, perché per i tuoi figli puoi e devi fare questo e ben altro. O meglio è così se vuoi essere riconosciuta come ‘buona madre’: il culto del sacrificio ad ogni costo. Se non soffri, non sei abbastanza. Per essere brava abbastanza, ti si deve vedere stramazzare al suolo, così poi ti si fa anche un bell’applauso.

Brava, tu sì che tieni alla tua famiglia. In realtà si può tenere alla propria famiglia e voler avere un aspetto presentabile, si può tenere alla propria famiglia e rimanere appassionate del proprio lavoro, di qualunque lavoro si tratti, si può tenere alla propria famiglia e aver comunque desiderio di coltivare le proprie amicizie. Perché dei desideri umani, legittimi, oltre che sanissimi, debbono a tutti “togliere” necessariamente qualcosa a qualcuno? E così con la scusa che sei insostituibile, perché in realtà nessuno ha mai voluto sostituirti, poi alla fine insostituibile lo diventi per davvero, ma non nel senso buono del termine.

Per me una buona madre oltre agli altri milioni di requisiti, o un buon padre, sono anche persone che sorridono, che trasmettono positività, energia, voglia di vivere. Un adulto abituato a reprimere i suoi bisogni sempre e solo per altri può davvero essere felice?

Non credo che un figlio abbia bisogno di una vittima votata esclusivamente all’altare del sacrificio, che magari però più o meno consciamente riversa proprio sul figlio stesso, il peso dei suoi desideri repressi, ma di adulti che sappiano anche prendersi cura di se stessi.

Si educano le donne fin da piccole ad essere le ultime della coda, perché così fanno le persone buone. No, questo lo fanno le persone infelici.

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