Hai voluto la bicicletta? La frase passivo – aggressiva che ogni mamma si é sentita dire almeno una volta

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“Hai voluto la bicicletta.”

È una frase che molte mamme si sentono dire almeno una volta.
A volte con leggerezza, a volte scherzando, a volte come se fosse una verità evidente.

Arriva quasi sempre quando una madre prova a dire che è stanca.
Che fa fatica.
Che la maternità, anche se voluta, pesa più di quanto si aspettasse.

Ed è proprio per questo che non consola.

“Hai voluto la bicicletta” e la stanchezza delle mamme

Sì, la bicicletta l’hai voluta.
Hai voluto diventare madre.
Hai scelto questa vita, questa famiglia, questo cambiamento enorme.

Ma volere la maternità non significa non poterne sentire la fatica.

La frase “hai voluto la bicicletta” viene spesso usata per zittire, anche senza cattiveria.
Come a dire che una mamma stanca non dovrebbe lamentarsi, perché in fondo se l’è scelta.

Il problema è che la stanchezza delle mamme non nasce dal non amare ciò che fanno.
Nasce dal farlo sempre, senza pause vere, senza possibilità di scendere mai da quella bicicletta.

Pedalare ogni giorno, spesso in salita

Essere madre è un po’ come pedalare continuamente.
Ci sono tratti in piano, certo.
Ma anche tante salite, spesso invisibili.

Si pedala con il carico mentale addosso.
Con la testa piena di cose da ricordare.
Con qualcuno seduto dietro che chiede, parla, chiama, vuole.

E quando dici che sei stanca, sentirti rispondere “Hai voluto la bicicletta” fa male perché sposta tutto su di te.
Come se la fatica fosse una colpa, non una conseguenza normale.

Una frase che chiude il dialogo

“Hai voluto la bicicletta” non è una frase di ascolto.
È una frase che chiude la conversazione.

Dopo non c’è spazio per spiegare come stai.
Non c’è curiosità.
Non c’è empatia.

Serve più a chi la dice che a chi la riceve, perché permette di non fermarsi sulla fatica della maternità, che è scomoda, complessa e spesso invisibile.

Quando una mamma smette di parlare perché tanto é peggio

Dopo un po’, molte mamme imparano a non dire più niente.
A rispondere “tutto bene”.
A ridimensionare la stanchezza, a tenerla per sé.

Perché hanno capito che la fatica non è ben accolta.
Che, in fondo, se l’hanno scelta, dovrebbero cavarsela da sole.

E così continuano a pedalare.
Anche stanche.
Anche senza fiato.
Anche quando avrebbero solo bisogno di fermarsi un attimo.

La maternità può essere faticosa nonostante sia un grande privilegio

Volere un figlio non elimina la fatica.
Non annulla il bisogno di essere ascoltate.
Non toglie il diritto di dire “oggi è dura”.

Una mamma non ha bisogno che qualcuno le ricordi che ha voluto quella bicicletta.
Lo sa già, ogni giorno.

Avrebbe bisogno, piuttosto, di sentirsi dire che è normale essere stanche.
Che si può amare profondamente e, allo stesso tempo, fare fatica.
Che scendere un attimo dalla bicicletta non significa smettere di pedalare per sempre.

Perché la maternità non è una gara di resistenza.
È un viaggio lungo.
E nessuno dovrebbe percorrerlo sentendosi in colpa per la stanchezza.

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