Carico mentale: perché le mamme sono sempre stanche

1024 675 Stancamente Mamma

C’è una stanchezza che non passa dormendo. Non è solo quella delle notti interrotte o delle giornate piene. È una stanchezza più silenziosa, continua, che resta anche quando finalmente ti siedi. Una stanchezza che non ha a che fare solo con il corpo, ma con la mente. È il carico mentale, quello che non si vede ma che accompagna ogni giornata.

Il carico mentale non è fare tante cose, ma pensare a tutto quello che c’è da fare, anche quando non le stai facendo. È avere sempre la mente un passo avanti: ricordarsi cosa manca in casa, cosa va organizzato per la settimana, cosa va anticipato per non creare problemi dopo. È vivere con l’attenzione costantemente accesa, anche nei momenti in cui, teoricamente, dovresti riposarti.

Per molte mamme questo peso è diventato normale. Non perché siano più capaci o più portate, ma perché spesso sono quelle che tengono insieme i pezzi. Anche quando i compiti sono divisi, il pensiero resta lì, silenzioso ma presente. La lista invisibile continua a scorrere nella testa, rendendo la stanchezza una condizione costante, non legata a una giornata particolarmente difficile ma a una somma continua di responsabilità.

Quando la testa non si spegne mai

Il carico mentale si fa sentire soprattutto nei momenti di pausa. Quando tutto sembra tranquillo, ma la mente continua a lavorare. Anche sul divano, anche davanti a una serie, anche mentre bevi un caffè. Non è vero riposo, perché la testa resta occupata a tenere traccia di tutto.

Questa presenza costante di pensieri non è ansia, né incapacità di rilassarsi. È il risultato di un’abitudine costruita nel tempo: quella di essere sempre il punto di riferimento, quella che sa, che ricorda, che previene. A lungo andare, però, questo stato di allerta continuo consuma energie, rende più irritabili e più stanche, anche quando all’esterno sembra che non stia succedendo nulla di faticoso.

Il problema non è che non ce la fai, ma che ce la fai sempre. Ti adatti, reggi, sistemi, trovi soluzioni. Finché a un certo punto ti senti svuotata, meno paziente, più distante da te stessa. E magari inizi a chiederti cosa ci sia che non va in te. In realtà non c’è niente che non va: c’è semplicemente troppo da sostenere, spesso senza accorgersene.

Il carico mentale non è una gara a chi è più stanca e non ha bisogno di confronti o giustificazioni. Ha bisogno di essere riconosciuto. Dare un nome a questa fatica aiuta a smettere di considerarla normale, quando in realtà è solo diventata abituale. E ciò che è abituale non è sempre sano.

Alleggerire il carico mentale non significa fare meno per amore o diventare meno presenti. Significa smettere di portare tutto da sole. Accettare che qualcosa venga dimenticato, che qualcosa venga fatto in modo diverso, che qualcosa resti indietro. All’inizio è scomodo, perché rompe un equilibrio fragile ma conosciuto. Ma è anche l’unico modo per ritrovare un po’ di spazio mentale.

Essere stanche non è un fallimento. È un segnale. Vuol dire che stai tenendo insieme tanto, forse troppo. Forse il punto non è chiederti perché sei sempre stanca, ma da cosa puoi iniziare ad alleggerirti.

Chi scrive
Valentina Desario è l’autrice di Stancamente Mamma e scrive di maternità e vita quotidiana con ironia, sincerità e spirito pratico

Se vuoi unirti al nostro gruppo privato “Stancamente Mamma / La stanza segreta”… CLICCA QUI

… Perchè nasce Stancamente Mamma

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti