Come sto? Esaurita, se non quando le mie figlie mi sorridono. Allora capisco che ne vale la pena

1024 683 Stancamente Mamma

INTERVISTA

Come sto?  Esaurita. Nel vero senso della parola, scarica, spenta. Un automa, se non quando le mie figlie mi sorridono. Allora li capisco che ne vale la pena. La scorsa notte avró dormito un’ora di fila forse. Tutto il resto della notte l’ho passato a controllare mia figlia di 6 mesi che non riusciva a prendere sonno.

Allora l’ho messa vicino a me, sul mio letto, stando attenta che la grande, che dorme con me, non la schiacciasse. Si, la grande dorme con me, perche da quando c’è la piccola, è gelosa e vuole stare con me.

No, non sono single. Ho un compagno, che dorme nella stanza di mia figlia. Ormai più che un compagno direi che è un coinquilino. Lo incontro quando torna a casa, e i discorsi hanno come sottofondo le richieste di attenzione della grande.

Oggi sveglia alle 7:30. Prepara la grande per la festa di Carnevale: vestito di Anna, treccia di Anna, collana di An…dove è la collana? Oh cerchiamola in mezzo alla miriade di giocattoli, insieme ai pianti perché non si trova. Nel mentre prepara il latte alla piccola, che sta in salone, giustamente urlando perche non vuole stare sola.

Andiamo all asilo. Trova parcheggio, apri il passeggino compreso di tutti i santi che devono scendere dal paradiso per aiutari, togli una, togli l’altra. Chiudi il giubotto, apri il giubotto perché senno non si vede il vestito di Anna, aprilo un po ma non troppo.

Arrivi all’asilo, cambia scarpe, giubbotto e finalmente un pochino di pace. Torni a casa, lavatrici (quante? Mille? ma non asciugheranno mai questi vestiti con ‘sto freddo).

Lava il pavimento quando la piccola dorme, no sono stanca. Dormo ? Non penso proprio. Si sveglia, passiamo aspirapolvere e straccio sul pavimento FINALMENTE!. Prepariamo il pranzo.

Mangia, butta tutto sul pavimento. Quello Che hai appena lavato. Ripulisci, piatti, piega la roba e sistemala.

Andiamo al parco? Passeggiata al parco, caffe con amica. Ma non illuderti che sarà facile perche devi pure impegnarti a parlare/capire una lingua che non è tua. Torniamo all’asilo, urla, “non voglio tornare a casa”, pianto per tutto il tragitto.

Torni a casa, cucina la cena, una piange vuole il latte, l’altra piange e viene in cucina a giocare e urla, e vuole qualcosa e tu stai ancora cercando di capire cosa devi cucinare. Perchè uno non mangia sale, uno non mangia pesce, e il piatto deve essere completo di tutti i nutrienti. E tu non hai niente nel freezer perché ti sei dimenticata di fare la spesa.

Torna il compagno. Sono in tre ora a parlarti, a chiedere, a pretendere attenzioni. E tu non riesci neanche piu a completare un pensiero. Il cervello è fuso, sei in tilt.

E cominci a mettere il detersivo in frigo, i piatti nella lavatrice. E allora il tuo compagno ti dice: siediti, ci penso io.

E il tuo cervello prende di nuovo ossigeno e riesci a pensare una frase di senso compiuto ed esternarlo in un linguaggio comprensibile al cervello altrui. Ovviamente poi c’è la routine per andare a nanna.

Immagina tutto questo, tutti i giorni. Al quale poi si aggiungono le 8 ore di lavoro. E tutti pretendono che tu performi quanto una senza figli.

Che torna a casa, poggia le ovaie sul tavolino e le accarezza guardandosi Netflix con un bicchiere di vino in mano.

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