Intervista a una mamma italiana in Francia: “Lo Stato ti aiuta e le mamme non rinunciano alla carriera”

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INTERVISTA

Vivo in Francia da 10 anni ma prima sono stata quasi 4 anni in Belgio, Paese di mio marito.
Ci siamo trasferiti qui per diverse ragioni. Diciamo che principalmente in Belgio non mi sono trovata bene, vivevamo in una cittadina ( e prima in campagna) e io non parlavo né capivo il francese. La mentalità era abbastanza chiusa, pochissimi stranieri. Non lavoravo perché ero incinta, e poi con il mio bambino e nessuno a cui affidarlo nonostante la famiglia di mio marito fosse sul posto. Clima terribile. Famiglia di mio marito inesistente e, quando si manifestava, molto ostile. Abbiamo deciso di mettere una sana distanza fisica tra noi e loro. 


Abbiamo scelto la Francia perché il francese è la lingua madre di mio marito e all’epoca lavorava solo lui quindi c’era la necessita di un paese francofono. Ovviamente poi ho imparato facilmente la lingua e ho cominciato a lavorare anche io. Abbiamo scelto il sud per il clima, siamo arrivati in Costa Azzurra in esplorazione nel 2014 e ci siamo innamorati dei luoghi. La nostra città è bellissima, molto turistica, vicina all’Italia e piena di italiani: non era per me un requisito necessario ma sicuramente ha facilitato l’integrazione. In più, parlare italiano nella regione è molto utile a livello professionale. 

Devo dire che qui si vive bene perché è una piccola realtà a misura d’uomo, c’è una buona offerta culturale e scolastica, i servizi sono abbastanza buoni e sulla costa funzionano discretamente i trasporti quindi ci si può spostare facilmente sia per lavoro che per svago. La vita è abbastanza cara, negli ultimi anni ancora di più. Difficile trovare alloggio sia per i costi sia per l’aumento di affitti brevi e turistici. D’altra parte, molte professioni sono retribuite mediamente molto meglio che in Italia ( insegnanti, ingegneri, tecnici qualificati ecc).

Lo Stato francese ha messo in atto diversi aiuti per le famiglie

Lo Stato francese ha messo in atto diversi aiuti per le famiglie, dai fondi per l’alloggio agli aiuti per pagare la mensa a scuola o per le assistantes maternelle che si occupano dei bimbi da 3 mesi a 3 anni ( buona parte della spesa è rimborsata dallo Stato quando entrambi i genitori lavorano); non so, il bonus sport che diciamo è un incentivo economico per permettere a tutti i minori di fare attività sportive nei club; una somma elargita alle famiglie nel mese di agosto per affrontare le spese scolastiche dei figli ( che sono comunque minime rispetto a quelle italiane, per esempio i libri non si comprano, li da la scuola direttamente, anche alle scuole medie; sostanzialmente si compra materiale di cancelleria) ecc
C’è poi il discorso della Sécurité Social che corrisponde alla Sanità italiana: non è gratuita come in Italia ma ci sono rimborsi per la maggior parte delle spese mediche, e sono quasi immediati. Viene poi integrata dalle assicurazioni private in base a scelte personali. Spesso l’assicurazione privata è pagata dal datore di lavoro, in tutto o in parte. Con le due, sécurité sociale e mutuelle privata, i rimborsi sono molto elevati. Anche i farmaci costano meno e molti, se prescritti dal medico, sono gratuiti o quasi. 

Per quanto riguarda l’aspetto sociale, si dice che la Costa Azzurra sia una regione particolare: molto ricca e piena anche di stranieri, i locali non sono sempre molto cordiali. Ma penso sia soggettivo: io mi trovo molto bene con tutti, conoscenti compresi, non si può generalizzare. Voglio dire, la maleducazione e la scortesia ci sono ovunque. Ho conosciuto tante belle persone e ho un bel giro di amicizie internazionali ( italiani compresi). 

Le mamme francesi sono meno “chioccia” e non trascurano se stesse per la carriera e per i figli

Le mamme francesi sono meno ‘chioccia’ di quelle italiane, e per questo ci prendono anche un po in giro. Tendono a rendere i figli autonomi molto prima di quanto facciamo noi e penso che ci sia naturalmente del buono anche in questo, c’è sempre da imparare. 
Io ho amiche di ogni nazionalità e vedo tante differenze ma alla fine siamo comunque mamme, il benessere dei figli è sempre preponderante. Devo dire pero’ che loro non trascurano se stesse né la carriera per i figli. E anche il rapporto con i mariti/compagni mi sembra più indipendente rispetto a quello delle donne italiane ( generalizzo). 
Vero è che qui, dopo la scuola, si entra facilmente nel mercato del lavoro e quindi tutto va più veloce : convivere, fare figli, separarsi, fare figli con qualcun’altro/a ecc. .Le famiglie allargate sono la norma. 
3-7) Sono dieci anni che siamo qui e ci troviamo molto bene, non sappiamo se ci resteremo per tutta la vita perché abbiamo imparato , a volte a nostre spese, che niente è immutabile. Pero’ diciamo che non è nelle nostre intenzioni rientrare in Italia. Vivere lontano dai familiari e dagli amici di una vita non è facile, si rinuncia alla quotidianità e purtroppo devono rinunciarci anche i nostri figli, questo un po’ mi rattrista. Cerchiamo di vederli più spesso possibile, compatibilmente con lavoro e scuola. 
Ma non è nelle nostre intenzioni tornare a vivere in Italia. 

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