La maggior parte delle perle di saggezza dedicate ai genitori io non riesco più a leggerle. I classici consigli per mamme e per genitori.
Sarà un mio limite, non li sopporto più; penso che propongano una tale semplificazione della realtà che andrebbe stretta anche a un bambino.
Mi risultano indigeste e poco credibili. E poi finiscono tutte con la solita storia del fatto che devi essere un esempio. Un esempio per tutto.
Se penso ai miei per molte cose non erano un esempio quando ero piccola, per altre si. Intanto non sono mai stati accaniti lettori e io lo ero invece fin da bambina, nonostante il non esempio. Non mi hanno mai predisposto la libreria montessoriana alla mia altezza, non stavano ore a leggermi niente, ma io leggevo e di brutto.
Perché? Perché ho una mia identità che non è il proseguimento di quella dei miei genitori, sono un’altra persona, banalmente.
Non sono stati quelli che in certe situazioni mi hanno parlato come avrei avuto bisogno, i miei, eppure invece con mio figlio provo a far diversamente.
E invece per ciò che sono stati davvero un esempio magari non sono riuscita a seguirli, l’incrollabile ottimismo di mio padre non l’ho preso, quel sorriso aperto e sincero con cui andava incontro alle difficoltà, ed è un peccato tanto per dirne una.
Ma potrei andare avanti. Anche l’organizzazione di mia madre è molto lontana da me. Come è stato possibile, avevo davanti un esempio! Vero, evidentemente non è bastato.
Potrei continuare per ore.
Si vive cercando di essere delle brave persone, ma non si vive ergendosi ad esempio continuo per tutto. Ci sono spledidi ragazzi figli di pessimi esempi. Per fortuna non tutto dipende da noi.
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