A chi critica sempre i genitori: udite udite, la società é cambiata

1024 579 Stancamente Mamma

Non dovrei leggere certe cose, specialmente la mattina, perché mi danno ancora più sui nervi.

Circolano diverse posizioni sui cosiddetti genitori ombrello, genitori paracadute o come caspita vengono chiamati: sarebbero colpevoli non solo di essere iperprotettivi con tutto quello che consegue, ma anche di essere a servizio dei figli, nella fattispecie accompagnandoli ai vari sport, dagli amichetti, varie ed eventuali. Si potrebbero anche chiamare genitori taxi o genitori sempre a disposizione o non so che altro. La colpa sarebbe quella di provare a star loro vicino, questa è diventata una colpa.

Posto il fatto che non stiamo parlando di figli quarantenni ma di bambini o poco più, mi sento di dare una notizia a questi scienziati che analizzano con occhio così fine le dinamiche sociali. La notizia è questa, ed è breve: la società è cambiata, parecchio anche.

Un tempo non c’era bisogno di molte cose perché spesso un buon vicinato, un cortile pieno di bambini e relazioni umane minimamente significative rendevano possibile che i bambini giocassero anche dopo la scuola sotto casa e li si guardasse dalla finestra, dando un occhio anche a turno, ad esempio. Alle sette e mezza poi la mamma urlava dal balcone che era pronta la cena.

A chi critica sempre i genitori: udite udite, la società é cambiata

Ora, spero che in alcuni contesti questo sia ancora possibile, perché è bellissima la sensazione di far parte di una comunità, ma se penso a dove vivo io parliamo di pura utopia, tutto ciò non esiste nemmeno nei sogni. Nel cortile di casa mia ho sempre e solo visto le bici parcheggiate, di bambini nemmeno l’ombra.

Quindi per non fare rincoglionire i bambini davanti a televisione e dispositivi vari (perché sissignore, al contrario poi, siamo accusati anche di questo), il genitore paracadute, ombrello o come si chiama, organizza al figlio qualche pomeriggio per farlo stare insieme agli altri bambini, mettendo anche mano pesantemente alla tasca e correndo nel traffico da mattina a sera. Si può anche andare al parco sotto casa, certamente, qualcuno però ci deve pur andare, non basta più affacciarsi e aspettare che qualcuno arrivi portando il pallone.

Di un paracadute avremmo bisogno noi, per planare più dolcemente su certe idiozie magari dispensate da gente che non ha la più pallida idea di che cosa stia dicendo.

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