Bullismo: perché insegnare ai bambini a essere umani conta più che essere i migliori

1024 671 Stancamente Mamma

Io non mi sono mai sentita una persona forte per come lo intendevo.

Pensavo che il forte fosse quello che ottiene quel che vuole urlando di più. Che fosse quello che non aveva mai paura di dire la sua a costo di ferire il prossimo. Quello che aveva tutte le risposte, che poi quando le stavi davvero a sentire quelle risposte altro non erano che un mucchio di cazzate, stereotipi e frasi fatte. Allora ho capito che quel tipo di forza non mi interessa. Quando sono diventata mamma mi sono sentita ancora meno forte, perché a maggior ragione non avevo nessuna risposta.

E ho educato mio figlio ad essere un essere umano con gli altri, e quando l’ho visto al vento in tante situazioni della vita, mi sono chiesta mille volte se avessi fatto bene o meno. Se i miei valori fossero soltanto utopie belle da pensare ma che poi non ti danno strumenti per affrontare la vita. Non lo so. So solo che non ho potuto essere diversa. Però negli anni qualcosa l’ho capito. Spesso le persone meno empatiche, sono quelle che hanno sofferto di più.

Questo non le giustifica, ma è un fatto. Diversità non sono solo le grandi cose. Diverso è anche chi è più timido, chi non si sente all’altezza, chi non sa stare nelle dinamiche nei gruppi. Il bullismo finisce quando la società educante, genitori, insegnanti, tutti, insegnano ai bambini a guardare con l’anima. A mettersi nei panni altrui. A essere persone, perché spesso il bullo non è che la prima vittima di sguardi mancati, trascuratezza emotiva, e mancanza di amore.

L’empatia dissolve l’alienazione“, sosteneva Carl Rogers. Il bullo non è altro che il primo a cui mancano gli strumenti emotivi per affrontare l’esistenza e immettere nella società individui che non hanno nemmeno i rudimenti dello stare in società è un danno enorme per tutti. Il bullismo finisce quando smettiamo di dire ai bambini “sii il migliore” e iniziamo a dire loro “sii umano”. 

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Chi scrive
Valentina Desario è l’autrice di Stancamente Mamma e scrive di maternità e vita quotidiana con ironia, sincerità e spirito pratico

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