La mamma di “Mamma ho perso l’aereo”: più dei ladri, è lei il vero “cattivo” della storia

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Ogni volta che rivedo Mamma, ho perso l’aereo mi dico la stessa cosa: più dei ladri, è la madre il vero problema della storia.

Ci sono mamme che dimenticano di pagare in tempo la retta della piscina, mamme che dimenticano la data della recita scolastica, e poi c’è lei: la mamma di Kevin McCallister dell’iconico “Mamma ho perso l’aereo” . La leggenda. L’icona. La donna che ci fa sentire tutte, ogni singolo Natale, un po’ più in pace con le nostre piccole dimenticanze quotidiane.(Leggi ancheImplodere: perché non voglio essere una mamma multitasking)

Perché sì, magari noi abbiamo sbagliato giorno per la riunione di classe… ma almeno non abbiamo dimenticato un figlio intero a casa mentre volavamo a Parigi in vacanza.

Non c’è mai una volta in cui suo figlio le parla e lei gli crede

Non intendo dire “la mamma di Kevin è perfetta”. Anzi, per gran parte del film sembra proprio l’opposto. Ma in quel momento ho sentito quel nodo allo stomaco che tutte noi mamme conosciamo: la paura di dimenticare qualcosa di importante… o qualcuno.

Kate appare come una donna intelligente, energica e organizzata, ma anche stressata, sempre di corsa e sopraffatta dagli eventi. Gestisce una casa piena di figli e parenti, organizza viaggi complessi e sembra essere la “colonna portante” della famiglia, finché qualcosa non si sgretola.
Tuttavia, proprio perché probabilmente prende troppe responsabilità, finisce per perdere il controllo. Potremmo definirla una madre perfezionista ma esausta: vuole che tutto sia perfetto, ma nella ricerca della perfezione, finisce per dimenticare ciò che conta davvero — il benessere emotivo di Kevin. Quando Kevin cerca di spiegarle che suo fratello lo provoca in continuazione nessuno — e sottolineo nessuno — gli crede. Nemmeno sua madre, e nemmeno per un minuto. La signora McCallister ha il classico sguardo di chi ha già deciso: “Sì, certo Kevin, come no…”.
Noi tutte ci siamo passate: i nostri figli non sono santi, ma ogni tanto un minimo di beneficio del dubbio? Magari prima di spedirlo in punizione a dormire in soffitta?

Mamma ho perso l’aereo

Lo manda a dormire in soffitta anche se lui le dice di aver paura: l’equivalente anni ’90 della timeout chair


Non è solo un film natalizio divertente: è una storia che ci mette davanti a una verità scomoda, quella di sentirsi spesso sopraffatte da mille responsabilità, tanto che non ci accorgiamo di ciò che conta davvero fino a quando non è troppo tardi.

Noi tutte ci siamo passate: i nostri figli non saranno senza difetti, ma ogni tanto un minimo di beneficio del dubbio? Magari prima di spedirlo in punizione a dormire in soffitta? La scena è chiara: il bambino viene chiuso da solo nel sottotetto, con il vento che ulula, il buio pesto e la famiglia che lo guarda come se fosse il Grinch in persona.
Certo, oggi magari diremmo “parliamone un attimo”, ma all’epoca pare che la pedagogia passasse per la scala a scomparsa.
Spoiler: la riflessione dura un po’ più del previsto, visto che la mattina dopo Kevin si sveglia e… sono spariti tutti.



Mamma ho perso l’aereo, la scena dell’aeroporto

Il “piccolo” dettaglio del figlio dimenticato

In questo articolo non parlerò solo di Catherine O’Hara o della produzione del film — cosa che potete leggere più sotto — ma di quello che questa storia riflette su di noi, su come vediamo la maternità e su come, a volte, ci sentiamo inadeguate anche quando facciamo del nostro meglio.

Dai, ammettiamolo: tutte abbiamo avuto il panico delle piccole dimenticanze quotidiane. Ma la signora McCallister riesce in un’impresa epica: attraversa l’Atlantico prima di accorgersi che uno dei suoifigli non è mai salito in aereo.
E quando finalmente realizza l’errore, il suo grido “KEVIN!” è diventato il mantra di tutte le mamme che scoprono di aver dimenticato qualcosa di importante — tipo il compleanno del marito o il cestino della merenda. Imparerà dai suoi errori? Sì, fino all’anno dopo.

Morale della favola: c’è speranza per tutte!

Non importa quante volte sbagliamo, dimentichiamo, o serviamo la cena bruciata: finché non lasciamo un figlio da solo a combattere due criminali armati con trappole di LEGO e vernice, possiamo dire di non essere casi irrecuperabili.

Dietro le quinte: la mamma perfetta della TV che… non lo è

L’attrice che interpreta la “peggior mamma di sempre” è in realtà Catherine O’Hara, una delle donne più amate e talentuose della commedia nordamericana.
La stessa che anni dopo ci ha fatto ridere (e piangere) nei panni della meravigliosamente eccentrica Moira Rose in Schitt’s Creek — una madre completamente diversa, ma non meno memorabile.
O’Hara, tra l’altro, ha confessato in un’intervista che ancora oggi, più di trent’anni dopo, la gente le urla per strada “KEVIN!!!”.
Sì, anche lei ci ride sopra: “È il mio tormentone di Natale personale”.

E per chi ama le curiosità:
🎬 Mamma, ho perso l’aereo (Home Alone, 1990) è stato scritto da John Hughes (quello di Breakfast Club e Una pazza giornata di vacanza), e diretto da Chris Columbus, che poi girerà Harry Potter e la Pietra Filosofale.
🏠 La casa dei McCallister è reale, si trova vicino a Chicago, ed è diventata meta di pellegrinaggio per fan nostalgici e genitori che vogliono sentirsi un po’ meglio pensando: “Ok, ho dimenticato di aggiungere il latte alla lista della spesa… ma almeno io non ho dimenticato mio figlio da solo a casa”.

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