Per i nostri genitori intrattenerci non è mai stato qualcosa che li riguardava così direttamente come per noi. Io almeno, i miei non li ricordo scervellarsi per giocare con me, devo essere sincera, e nonostante fossi figlia unica, trovavo il modo per passare il tempo. Oggi però non é più così e spesso il gioco con i bambini é considerato parte dei nostri incarichi da genitore, uno dei nostri doveri. Tuttavia, può capitare di non avere voglia di partecipare ai loro giochi per milioni di motivi più che legittimi, che però ci fanno sentire in colpa, come se stessimo sottraendo loro qualcosa di importante. Non aver voglia di giocare con i bambini non significa certo non essere interessati a loro, ma probabilmente essere semplicemente genitori stanchi, avere tanti pensieri, tante cose da fare, o semplicemente… annoiarsi nel farlo.
Mamma giochiamo? La stanchezza emotiva e fisica
Molte persone, dopo una lunga giornata di lavoro o di impegni, possono sentirsi legittimamente esauste sia fisicamente sia emotivamente, cosa che i nostri genitori per esempio non avevano paura a nasconderci, come detto sopra. Il gioco con i bambini richiede energia, attenzione e capacità di immedesimazione: se queste risorse sono basse o a zero, la voglia di giocare ne risente eccome. Ignorare questo stato d’animo, il nostro nella fattispecie, può portare a frustrazione sia per l’adulto sia per il bambino ed é meglio evitare.

Il parco come idea giusta in tutte le stagioni: i bambini si intrattengono, non incasinano la casa, e tu ti rilassi
Portare i bambini al parco può essere un’ottima strategia, soprattutto quando non si ha voglia di giocare attivamente. Il parco offre tutto quello che in casa non abbiamo: spazio, aria aperta e stimoli diversi. Scivoli, altalene, semplici percorsi da esplorare, spazio per girare in bici, disegni con i gessetti, osservazione della natura, permettono ai bambini di divertirsi in autonomia, di sfogarsi, di correre, saltare, arrampicarsi, giocare a palla, e conoscere altri bambini. L’adulto può partecipare solo in misura minima, osservando o accompagnando senza dover essere sempre protagonista del gioco. Questo consente di soddisfare il bisogno di svago dei bambini e all’adulto di rilassarsi allo stesso tempo.
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I diversi stili di interazione
Non tutti gli adulti amano lo stesso tipo di gioco, anche questo va detto. Alcuni preferiscono attività calme e strutturate, giochi da tavolo, altri giochi creativi o fisici. Non avere voglia di partecipare a un certo tipo di gioco non rappresenta chissà quale problema: spesso basta trovare modalità di interazione più adatte a entrambe le parti, come leggere insieme un libro sul prato o fare una passeggiata nel verde. È importante ricordare che i limiti personali vanno rispettati e che esprimere i propri bisogni non diminuisce l’amore verso i più piccoli. Spiegare, con parole semplici, che si ha bisogno di un momento di riposo può essere un’occasione per insegnare ai bambini l’importanza dei limiti e della comunicazione, anche i genitori sono persone: sono disponibili ma non sempre a disposizione.
Strategie pratiche
- Stabilire momenti dedicati: fissare orari specifici in cui giocare insieme può ridurre la pressione e creare un’abitudine piacevole.
- Andare al parco fa bene a tutti: lasciare che i bambini esplorino liberamente o con altri bambini mentre l’adulto si rilassa può essere un equilibrio ideale.
- Coinvolgere i bambini in giochi più autonomi e abituarli a intrattenersi da soli: giochi di costruzioni, puzzle o disegno funzionano anche in casa.
- Alternare attività fisiche e calme: il bilanciamento tra energia e relax aiuta a mantenere l’armonia familiare.
- Prendersi cura di se stessi: dormire a sufficienza, fare esercizio fisico e avere momenti di svago personale influisce direttamente sulla qualità del tempo condiviso.
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