Gli spogliatoi dei corsi pomeridiani di mio figlio mi stanno insegnando più di mille trattati di psicologia. Ieri per esempio in attesa della lezione era seduta accanto a me una nonna con una bambina che non avrà avuto nemmeno nove anni.
Lei era una donna ancora giovane ma probabilmente inasprita dalla vita o con un carattere non facile, sta di fatto che la bambina appena parlava o si muoveva veniva messa immediatamente all’angolo. Nonna sai che oggi a scuola la mia amica… stava per lamentarsi di qualcosa ma non l’ha fatta nemmeno finire. Se gli altri si comportano male a me non interessa, tu sii gentile e fine.
La bambina abbassa lo sguardo, ma dopo due minuti si dimentica e comincia a saltellare impaziente di entrare. Smettila, guarda che ti porto a casa. Sei proprio maleducata. Boh, purtpppo ero lì di fianco e onestamente di sbagliato quella povera bambina non aveva fatto niente. Subiva tutta la sua rabbia, e basta. Allora arriva un’altra amichetta e cominciano a parlare ad alta voce, niente di male, niente di strano, considerando che è uno spogliatoio e non è una lezione universitaria.
Ma insomma basta che maleducata (e due) facendola vergognare anche davanti all’altra mamma e tutto sommato anche a me che assistevo alla scena mio malgrado. A quel punto la bambina, che aveva già resistito anche troppo, piange di rabbia, finché l’istruttore non apre la porta e invita i bambini ad entrare.
Cosa succede, chiede? Eh sa è stanca, non aveva voglia oggi e quando è stanca fa i capricci. Palle. Anzi più che palle, un racconto totalmente distorto della realtà. L’unica cosa vera era l’esasperazione della bambina, provocata da lei però, non dalla lezione e tantomeno dalla stanchezza.
Aveva voglia, era felice, ma le è stata fatta passare finché arriverà il giorno che dirà che non vuole andare più al corso e non perché non le piace, ma per non sopportarsi lei.
In tutti questi anni, ho capito che quando un adulto esprime un opinione negativa sul comportamento di un bambino, tralascia sempre di raccontare come è stato trattato prima di reagire male o piangere. Perché quello è il dettaglio che spesso cambia tutta la storia.
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