I Natali che non tornano più

908 910 Stancamente Mamma

Prima mi è capitata in mano una foto dei vecchi Natali, quelli che sembrano lontani anni luce nel tempo.

Mi ricordo che arrivavano in tanti verso le undici e mezza, ognuno con qualche pentola in mano.

Accatastavano i cappotti ancora gelati sul letto della camera dei miei e da lì il fuoco si accendeva, il fuoco che rendeva quelle giornate quello che erano, ovvero quelle che io ricordo bene.

I miei tiravano fuori dalla cantina un secondo tavolo per noi bambini, la casa era piena di risate, di racconti, il pranzo durava fino alle quattro almeno.

Non mancavano frecciate tra marito e moglie, qualche battibecco, mio nonno che non vedeva l’ora di punzecchiarsi con la sorella, ma finiva sempre tutto in caciara.

I bicchieri rimanevano a tavola, perché tanto si sapeva che nessuno se ne sarebbe andato nemmeno per cena, in quella giornata infinita che però nessuno voleva finisse. Faccio due tortellini dai, e tornavano in tavola anche quelle specie di gelatine che facevano schifo a tutti ma facevano molto Natale.

I Natali che non tornano più

Poi il tempo come un onda ha portato via man mano quelle che erano le colonne portanti della famiglia e di quella allegria. Mio zio, mio nonno e mio padre.

Sì è provato a ricreare la stessa magia, a mettere la stessa tovaglia, a cucinare le stesse cose. Ma nulla è mai più stato come un tempo.

Tre anni fa qualcuno alla una passata non si era ancora presentato a pranzo, perché era così disinteressato che non aveva nemmeno puntato la sveglia, poi sempre più scuse per non fermarsi a cena. Finché una delle mie cucine mi ha detto vengo a Milano in zona con i ragazzi, ma non so se riesco a passare. (Della serie così se mi vedi in giro non passo per quella che non ha avvisato).

Ecco da lì ho capito che avevamo toccato il fondo e ho lasciato andare le cose come dovevano andare, con tutti, senza più provare a fermare il corso degli eventi. Fermarlo avrebbe solo reso tutto ancora più penoso.

Però davanti a questa foto, mi piace immaginarli tutti attorno a quella tavola, quando a Milano d’inverno c’era una brina che non finiva mai, quando il panettone era solo con i canditi, e quando tutti sapevano quali erano le cose davvero importanti.

Chi scrive
Valentina Desario è l’autrice di Stancamente Mamma e scrive di maternità e vita quotidiana con ironia, sincerità e spirito pratico

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