Quando ho i miei pensieri svuoto gli armadi, alleggerisco gli scaffali di inutile carta, butto le cose che non servono. E questo mi dà la sensazione di rimetterli un po’ a posto quei pensieri.
Sistemando una parte del mio armadio mi sono chiesta come abbia fatto ad accumulare negli anni così tante cose in fondo inutili. La stessa cosa vale per l’armadio di mio figlio, ha molte più cose di quante effettivamente ne abbia indossate e di quante ne avesse realmente bisogno. Ok, si vive anche di superfluo, ma c’è molto più di quello.
Poi ho avuto la risposta proprio stamattina, alla cassa di un negozio mentre ero intenta a prendere due capi al volo per la recita di Natale.
Guardi se ne prende un’altra di queste magliette costa solo pochi euro in più, conviene.
Che colori? Blu grigio e nero. Bianco no? Mi serviva casomai bianca. No bianco no.
Ma la differenza è così poca che conviene. Ma si, mi faccio convincere e mi dirigo alla cassa per pagare. La coda davanti a me mi da i due secondi che mi servivano per riflettere sull’inutilità di quell’acquisto.
Non ho bisogno di quella roba, come dei tre quarti del mio armadio probabilmente. Mi sono detta, mi sto portando a casa una cosa che non mi serve, e che mio figlio non metterà, come molte altre. E l’ho rimessa sullo scaffale. Conviene se pensi di metterla, non se sai a priori che non la userai. E questo qualcosa di simile è successo con una marea di cose buttate da qualche parte in fondo ai cassetti.
Chissà quanti oggetti riempiono i nostri armadi e le nostre vite e forse anche quante persone, entrandoci per caso e senza nessuna utilità, così, per un attimo di distrazione.
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