Sotto a un post in cui ironizzavo sul fatto che i bambini sono restii a raccontare la loro giornata a scuola qualcuno mi ha risposto che i bambini vanno presi in altro modo, che non ti devono nulla e che così facendo è palese che non racconteranno mai niente.
So anche io che la domanda ‘Come è andata oggi?’ porta a risposte più simili a monosillabi che altro, che bisognerebbe prima parlare di se stessi per ottenere una risposta ecc. Ma quello a cui ho pensato è molto altro. Siamo una generazione di genitori che fanno molto per comunicare con i figli, per essere all’altezza del ruolo e tutto il resto, e questo a parer mio è apprezzabile. Molto.
Però forse a volte mi chiedo se non stiamo esagerando e la fobia di sbagliare a volte ci renda quasi ridicoli. La domanda ‘Come è andata a scuola?’ è una domanda che quasi ogni genitore fa e alla quale generazioni di bambini non hanno risposto e non risponderanno probabilmente mai in futuro.
Mio padre mi telefonava all’una chiedendomi come era andata a scuola, rispondevo o no, era il suo modo di interessarsi. Tanto lo capiva dalla voce se tirava aria grama, non c’era bisogno di tante cerimonie.
E andava benone così, non mi sognerei mai oggi da adulta di pensare che per ottenere una risposta avrebbe dovuto fare la domanda in modo diverso. Con tutto quello a cui aveva da pensare in una giornata ero semplicemente felice del fatto che ogni giorno quella telefonata arrivava puntuale, come il suo pensiero per me.
È il gioco delle parti, forse va bene anche così.
Ma il vero punto è che non è necessario un master in psicologia per crescere un figlio, cosa di cui ci stiamo forse convincendo e che non ci fa bene.
Un figlio riconosce perfettamente l’amore, l’interesse e le buone intenzioni anche dietro a tentativi goffi, alle parole non dette, a quelle di troppo.
E anche quando non lo riconosce subito, probabilmente lo riconosce anni dopo, anche molti anni dopo. A volte sarebbe meglio forse se ci rilassassimo e tornassimo a vivere la vita in modo un po’ più leggero, perché quelli ossessionati dal brutto voto, per rimanere in tema scuola, forse siamo proprio noi.
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