Chi conta agli occhi dei bambini

1024 944 Stancamente Mamma

Mi sono fatta l’idea forse sbagliata, anzi spero che sia sbagliata che i rapporti siano sempre più superficiali, disimpegnati, ad ogni livello. Che si condividano tante belle foto, ma stringi stringi dietro quelle immagini non ci sia poi granché. E quando dietro non c’è granché in fondo lo sanno tutti, i primi che lo sanno forse sono proprio i bambini, che ti sorridono ma poi non ti prendono come punto di riferimento.

E non lo fanno certo con malizia, non ne sarebbero lontanamente capaci, lo fanno perché un punto di riferimento a quel punto non lo sei più per davvero. La differenza con i bambini la fa un solo elemento: la quantità di sbattimenti che ti fai con loro e per loro. Conta chi è dietro il vetro della piscina a fare il tifo, chi asciuga le lacrime, chi si fa i chilometri a piedi col passeggino.

Chi conta agli occhi dei bambini

Conta chi c’era e chi c’è alle feste, chi riconosce quella smorfia impercettibile che fai quando ti viene da piangere. Chi sa che il giorno prima hai litigato con il tuo amico ed eri triste ma poi avete fatto pace, chi si prende la briga di fare un rimprovero anche quando sarebbe molto più comodo lasciar correre e invece fa la cosa giusta e non quella comoda. Conta chi fa, chi si alza le maniche, chi decide di esserci. Chi ti dice quando sbagli e chi ti protegge dalle cose più grandi di te. Conta chi si interessa. Chi anche sbagliando, è presente. Chi prova a lasciare bei ricordi. Il resto c’è ma è un contorno, uno sfondo. E va bene anche così.

Ognuno in fondo fa le sue scelte, ma è la quantità di esperienze condivise che fa il rapporto, le intenzioni non bastano, certamente le intenzioni non convincono un bambino. Non le foto, non i regali, non le giornate felici, o meglio non solo quelle. Lo spessore dei rapporti lo fanno anche le ore di noia e di pioggia, i momenti di malumore, le incazzature reciproche risolte con un abbraccio. È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante“, recita il Piccolo Principe. I bambini sembrano saperlo molto meglio di noi.

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