Ma si, ma cosa sarà mai. pensano molte persone della celiachia, scambiandola anche con una più blanda intolleranza, con un semplice fastidio. Qui puoi mangiare, questo é senza glutine. Senza pensare a tutta la tematica della contaminazione. La celiachia non é una scelta di moda, non é un vezzo, un é un capriccio: é una malattia autoimmune. E mentre per un adulto la sua gestione fuori casa può essere più consapevole nel senso che l’adulto sa dove andare e anche quali domande fare, la celiachia nei bambini durante l’infanzia é un tema che le famiglie interessate prendono per forza di cose con molta serietà.
Nei primissimi mesi o anni di vita di un figlio, abbiamo il pieno controllo della sua alimentazione, ma ben presto arriva il momento in cui il piccolo fa il suo ingresso in società alla scuola dell’infanzia o alla Primaria, e a quel punto, inevitabilmente, la faccenda si complica non poco perché entrano in gioco altre persone, atri fattori, altre problematiche e i genitori non saranno più gli unici a provvedere alla sua alimentazione e appunto nel caso di un bambino celiaco, può essere difficile affidarsi ad estranei, perché obiettivamente, l’errore é dietro l’angolo, soprattutto quando non si conosce attentamente la materia: il problema di trovare una scuola che sappia riconoscere le esigenze del bambino non va assolutamente sottovalutato.

Il personale scolastico deve essere bene al corrente del fatto che per esempio, anche una singola briciola finita per sbaglio nel piatto del bambino può rappresentare un grosso rischio e un grosso problema. In poche parole, il primo giorno di scuola trasforma la celiachia da questione “familiare” a “questione sociale”, da gestire all’interno della comunità. La chiave di tutto per le famiglie, rimane assolutamente programmare e scegliere in anticipo, con molta attenzione.
Gestire la celiachia nei bambini: a scuola mangiare in mensa oppure no?
Per i genitori di un bambino celiaco questa é una decisione non facile da prendere. Da una parte, pranzare insieme agli altri bambini é uno dei momenti più aggreganti della giornata, e sarebbe un peccato che il bambino lo perdesse. D’altro canto però, bisogna ponderare molto bene i potenziali rischi, ed evitarli il più possibile. Se preferite che il bambino non porti il pranzo da casa é necessario parlare ovviamente prima con i responsabili della mensa: questo sarà un primo modo per tastare le competenze in materia di coloro che si incaricano della preparazione dei pasti a scuola. Fatevi mostrare le fasi di allestimento e preparazione dei pasti, senza paura di fare troppe domande: “Darete a mio figlio piatti preconfezionati? Sarà lui a scegliere fra diverse opzioni senza glutine? Come garantite l’assenza di contaminazione? Grazie alla (purtroppo) sempre maggior diffusione di questo tipo di malattie, é molto probabile che il personale sia non solo a conoscenza di tutte le procedure, ma che abbia già trattato numerosi casi di celiachia nei bambini, e che quindi ci sia assoluta serenità nel gestire il tutto.
Sia nel caso di bambini più piccoli, che a maggior ragione di ragazzi più grandi, pianificare in anticipo e saper comunicare in modo chiaro ed efficiente sono tutti fattori che assicureranno pasti sicuri in tutti gli ambienti il bambino frequenterà: uno dei nostri compiti é proprio quello di aiutare i figli a diventare indipendenti mentre sviluppano i loro talenti e si affacciano sul mondo,. Che siano affetti da un disturbo legato al glutine o meno, l’importante é incoraggiarli a compiere scelte alimentari sane e sicure. Nel caso della celiachia, poi non é solo importante, ma é semplicemente vitale.
