A cura della Dott.ssa Nunzia Martella, Fondatrice dell’Associazione Educare in Positivo
Ebbene sì, siamo in quel momento dell’anno che, prima o poi, mette tutti alla prova. Un periodo intenso, carico di impegni e decisioni importanti. Sono iniziati gli open day.
Proprio come molte di voi, anche io — per ben due volte, almeno per ora (scelta del nido e della scuola dell’infanzia) — sono stata risucchiata per settimane nel vortice delle porte aperte: agenda serratissima e mal di testa quotidiani.
Sono una consulente genitoriale e accompagno spesso le famiglie in questo percorso di scelta, ma quando mi sono trovata io dall’altro lato — non più come professionista, ma come mamma — è stata tutta un’altra storia.
Sapevo bene che non esiste la scuola perfetta per tutti, ma che esistono scuole che si sposano meglio con i nostri valori, con le nostre esigenze e con quelle dei nostri figli.
Eppure, quel periodo è stato profondamente stressante. Sono comparsi dubbi che non avevo mai avuto prima, ansia, incomprensioni con mio marito. E molte mie amiche, nello stesso periodo, hanno dovuto fare i conti anche con i consigli non richiesti della parentela allargata.
Open day, nido e scuola dell’infanzia: perché questa scelta mette così tanta ansia
Perché questo periodo è così stressante?
La decisione era importante e i fattori da tenere in considerazione erano molti.
E allora mi sono chiesta: perché non riuscivo a essere lucida e ad accompagnare me stessa con la stessa calma che offro alle famiglie in consulenza?
La risposta, a un certo punto, è diventata evidente.
👉 Ansia da separazione.
Sotto gli appunti presi durante le porte aperte, dietro le liste di pro e contro di ogni scuola, stavo dimenticando una cosa fondamentale:
mi sarei dovuta separare dal mio bambino, per la prima volta, per molte ore al giorno, tutti i giorni.
Avrei affidato mio figlio a delle persone che, per quanto preparate, erano ancora estranee. Ed ecco che sono arrivate le vere domande:
- Starà bene senza di me?
- Verrà accolto quando sarà triste o spaventato?
- Lo accudiranno con attenzione e affetto?
- Avrà le coccole di cui ha bisogno nei momenti difficili?
Quando ho iniziato ad ascoltare le mie emozioni
Quando ho capito che tutto questo meritava attenzione — che era legittimo sentire paura e ansia, perché nate dall’istinto di protezione e dal desiderio di accudimento — ho iniziato davvero il processo di scelta.
Perché, come sempre, non possiamo accompagnare i nostri figli in nessuna nuova avventura se prima non facciamo i conti con noi stesse, con i nostri bisogni, desideri e timori.
Mettermi in contatto con le mie emozioni mi ha permesso di:
- fare le domande giuste
- ascoltare oltre le parole
- notare dettagli che prima consideravo secondari
È stato in quel momento che ho iniziato a fare davvero ciò che propongo alle famiglie in consulenza.
Da qui nasce questa guida
Questa lista nasce da quell’esperienza.
Non troverete scorciatoie o formule magiche, ma strumenti concreti per fare una scelta consapevole, basata sui bisogni dei vostri bambini e della vostra famiglia.
Spoiler: la cosa per me più importante, da consulente e mamma, si trova in fondo.
Perché, anche se alcuni fattori possono pesare in modo diverso per ciascuna famiglia, ce ne sono alcuni che contano davvero per una scelta serena.
Prima di tutto: una precisazione importante
Non tutte le famiglie possono scegliere liberamente la scuola per motivi economici, logistici o familiari. E questo non vi rende cattivi genitori.
La scuola è una parte del percorso. Il tempo condiviso, la relazione e la qualità della presenza a casa possono compensare eventuali carenze del contesto scolastico. Il benessere del bambino è strettamente legato alla serenità e alla fiducia che i genitori trasmettono nei confronti della scuola e del suo team educativo.
Che cosa osservare davvero durante un open day di Nido e Scuola dell’Infanzia: attenzione alle mode e alle scelte idealizzate
Una scuola molto conosciuta o “di moda” non è sempre l’opzione giusta. Quando la frequenza diventa una fonte di stress quotidiano — corse, tragitti lunghi, tensioni — è importante fermarsi a riflettere. La scuola dovrebbe integrarsi in modo armonioso nella vita familiare: vicinanza, orari sostenibili e routine tranquille favoriscono il benessere del bambino.
Provate a chiedervi:
- Di cosa ha davvero bisogno mio figlio per stare bene?
- Cosa lo aiuta a sentirsi accolto e al sicuro?
- Che tipo di esperienze sono adeguate alla sua fase di sviluppo?
Orari e logistica
Entrata, uscita e distanza devono essere sostenibili per tutta la famiglia lungo l’intero anno scolastico, non solo sulla carta.
Tempo e spazio di gioco
Il gioco è un bisogno fondamentale e uno strumento essenziale di apprendimento, esplorazione e crescita.
Informatevi su routine, tempi e attività.
Diffidate di programmazioni troppo rigide, schede e attività standardizzate: a queste età si apprende soprattutto attraverso il corpo e l’esperienza.
Spazi e materiali
Chiedetevi se lascereste lì vostro figlio o vostra figlia con serenità.
Osservate se gli spazi sono stimolanti, se i materiali sono sufficienti e adeguati, se sono curati e pensati per favorire autonomia, gioco libero ed esplorazione.
La presenza di spazi esterni è un grande valore aggiunto; se non ci sono, valutate alternative quotidiane (come il tempo al parco).
Classi omogenee o eterogenee
Le classi eterogenee hanno una base pedagogica: i bambini apprendono molto attraverso l’imitazione e la collaborazione tra età differenti.
Non esiste una scelta giusta in termini assoluti: conta il temperamento del bambino e il modo in cui la scuola organizza attività e ritmi diversi (riposo, attività, momenti di calma).
Numero di bambini e rapporto educatore/bambini
Più che il numero totale, è fondamentale il rapporto numerico e la presenza di più adulti.
Indicativamente:
- 0–12 mesi → 1 educatore ogni 5-6 bambini
- 12–24 mesi → 1 educatore ogni 7 bambini
- 24–36 mesi → 1 educatore ogni 10 bambini
- Scuola dell’infanzia → 1:25 (anche se, per esperienza, l’ideale sarebbe 1:15)
Mensa e relazione con il cibo
Il momento del pasto è relazione. Informatevi su menù, diete e allergie, ma soprattutto sul clima emotivo durante i pasti.
Periodo di ambientamento
Idealmente dovrebbe essere graduale, flessibile e personalizzato.
Chiedete come vengono gestite le difficoltà e quanto spazio è previsto per il dialogo con la famiglia.
Comunicazione scuola–famiglia
Riunioni, colloqui e dialogo quotidiano indicano una scuola che lavora in alleanza.
Le app possono essere utili, ma ricordate sempre: la relazione è più importante delle foto.
Premi, punizioni e gestione dei conflitti
Un’educazione basata su premi e punizioni non favorisce consapevolezza né responsabilità. Chiedete come vengono accompagnati i conflitti: mediazione, ascolto e supporto sono segnali di qualità educativa. Punizioni, isolamento o “sedie del pensiero” meritano sempre una riflessione critica.
Metodo educativo
Montessori, Steiner-Waldorf, tradizionale…
Le etichette pedagogiche contano meno delle persone che lavorano nella scuola.
Osservate come le educatrici si relazionano con i bambini e con voi, quanta possibilità di dialogo vi viene offerta e quanto siete coinvolti nella vita scolastica.
La qualità delle relazioni — fiducia, assenza di giudizio, accoglienza emotiva — fa la vera differenza.
L’alleanza educativa
L’alleanza educativa si fonda su fiducia e rispetto reciproco ed è essenziale per garantire coerenza nell’approccio con i bambini.
Ogni famiglia ha bisogni, ritmi e caratteristiche uniche.
La frequenza al nido o alla scuola dell’infanzia non dovrebbe essere fonte di stress, ma un’opportunità di crescita per tutta la famiglia.
Il consiglio più importante
Fidatevi delle vostre domande.
Fidatevi delle vostre sensazioni.
Non abbiate paura di chiedere: le risposte dicono più di qualsiasi brochure.
Scegliere una scuola non significa acquistare un servizio, ma scegliere — consapevolmente — una visione dell’infanzia e della relazione educativa.
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Chi scrive
Valentina Desario è l’autrice di Stancamente Mamma e scrive di maternità e vita quotidiana con ironia, sincerità e spirito pratico
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