Ho passato l’estate con i genitori di figli preadolescenti e adolescenti: mi si è aperto un mondo, un mondo dove nonostante tutto io mi sento più a mio agio. Sarà che mi ricorda quello dei miei, che non sono mai stati facili a complimenti.
Comunque, quando parli con loro, ti accorgi subito che devi imparare un altro linguaggio e devi stare a nuove regole.
Il linguaggio assomiglia molto a quello dei segni. Fai una domanda, la risposta può essere un’alzata di sopracciglia, alzata dí sopracciglia e testa inclinata, oppure testa inclinata e sospiro. Questo l’ho imparato alla svelta, significa va da schifo, capiscilo e smetti di fare domande.
Niente più “Pierino a tre anni guarda che genio della matematica, negli sport e negli scacchi”, il mondo dei genitori con figli grandi è un mondo dove si parla per sottrazione e in cui ci si capisce alla svelta.
Come va la scuola? Promosso, fine. Come stanno andando le giornate? Non riesco a toglierli da mano quel telefono e passo le giornate a incazzarmi.
Risposte secche e telegrafiche e poche lodi ridicole e immotivate.
Un bagno di realtà dopo anni di storie gonfiate, menzogne e figli perfetti. Un po’ crudo, ma io ci sto meglio.
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