Ho detto bravo a mio figlio: secondo gli “esperti” é sbagliato anche questo

1024 691 Stancamente Mamma

Ieri stavo per dormire e ho letto un post dei tanti che insegnano ai genitori come parlare con i figli. E poi ti vendono il corso, perché non ti salvano gratis nemmeno loro.

Non si dice bravo. Non far vivere tuo figlio nell’angoscia dell’approvazione.

Oggi gli ho detto bravo almeno tre volte. Bravo perché quest’anno a scuola si è fatto un mazzo tanto con ottimi risultati, bravo in un’occasione in cui non ha avuto paura a dire la sua. E bravo anche stasera in piscina, che era un po’ stanco ma quando si è tuffato era contento e gli brillavano gli occhi.

Bravo si, bravo, fine. Perché esistono le situazioni in cui siamo bravi, in cui superiamo noi stessi, in cui siamo tenaci. Perché per arrivare a combinare qualcosa sono le azioni che ci definiscono e quelle azioni parlano di noi.

E non perché gli altri giorni sei meno bravo, o la mamma ti vuole meno bene, come insinuano quelli che ti vogliono rifilare la lezione di vita a pagamento, ma quando ce la metti tutta sei ancora più bravo che mai. Non per gli altri, per te stesso. E un genitore quando combini qualcosa di buono quel bravo te lo deve riconoscere, perché quel bravo significa che sei vuoi, puoi arrivare a fare tanto. Quello è il senso. Io gli dirò sempre bravo ogni volta che lo vedrò fare il suo massimo, a prescindere dal risultato.

Avete stancato con la pretesa di insegnare a un genitore perfino come parlare. Voi non siete bravi invece, perché nonostante tutto siamo meno imbecilli di quel che credete.

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