Grazie mamma. Le parole che arrivano quando non te le aspetti

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Ho sempre avuto uno strano rapporto con i ringraziamenti. Quando sono forzati non li sopporto. Sebbene io sia un tipo di persona anche fin troppo riconoscente quando a volte potrei esserlo anche meno. 

Ma fa niente. Comunque quando mi si fa pesare troppo qualcosa, qualsiasi essa sia, io non vorrei mai averla ricevuta anche se ci tenevo molto. Da quel preciso momento non la vorrei più.

Perché non sopporto chi fa qualcosa solo per il gusto di sentirsi sempre dire grazie. Con mio figlio non mi sono mai aspettata quell’educazione formale che gli fa dire grazie ogni due per tre. Mi sento rispettata da lui, non ho bisogno che mi ringrazi per ogni cosa che faccio, anche perché la maggior parte lui non me le ha mai neanche chieste, lo faccio perché fanno piacere a me.

Ma spesso lo ringrazio io, a fine giornata. Da quando è piccolo ho questa abitudine. Grazie per quella bella passeggiata di oggi, grazie per le risate che mi fai fare. Grazie per esserti confidato con me ed esserti fidato del mio parere.

Grazie per tutti gli abbracci che mi dai. Grazie per quel bigliettino che mi hai lasciato sul tavolo. Non mi aspetto mai nulla, ma gli faccio capire al contrario che l’amore che mi da’ io lo vedo, non è scontato per me.

Oggi mi chiede un po’ di aranciata. Non so se ce l’ho, non mi ricordo se l’ho messa nel carrello l’altro giorno. Frugo sullo scaffale e ne trovo una, per puro caso. Ah, wow eccola qua. Prendo un bicchiere e gliela lascio sul tavolo.

Grazie mamma, scandisce le parole. 

Eh rispondo mi son ricordata per puro caso. No non per l’aranciata. Grazie di tutto.

Dai bevi che poi andiamo.  Faccio finta di sistemarmi i capelli per non fargli vedere che mi è scesa una lacrima.

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