Mamme italiane all’estero, intervista: “A Barcellona ho trovato una nuova tribù”

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INTERVISTA

Come vivono le mamme italiane all’estero? Lo Stato mette a disposizione qualche aiuto? Esiste una rete sociale? Servizi dedicati alle famiglie che siano davvero “per tutti”? La figura materna é permeata da quello stereotipo di perfezione come siamo abituati a vederla?

Ho intervistato Nunzia Martella, fondatrice dell’associazione Educare in positivo, una mamma e una professionista che Barcellona ha trovato una nuova dimensione, per se stessa e per la sua famiglia.

Sono una madre di 43 anni con un figlio di 4 e vivo a Barcellona con mio marito da 6 anni. La mia vita da madre ha una storia molto simile a quella di altre mille donne nel mondo. Studio con passione e inseguo la carriera e il buon posizionamento, nel cuore il desiderio di maternità e famiglia, nella testa il tarlo “non è ancora il momento, non puoi fermarti adesso, sei arrivata a ricoprire un ruolo importante, quello che hai sempre desiderato”. Così sono arrivati i 38 e con loro è emersa prepotente quel desiderio di maternità e famiglia che avevo spinto in basso troppe volte. Quella volta però mi sono fermata e ho puntato sulla famiglia. La vita però non è mai un viaggio su strade lineari e….abbiamo perduto il nostro primo figlio.

Altro tarlo nella testa “Hai aspettato troppo forse, se ci avessi provato prima forse il tuo corpo avrebbe reagito meglio, chissà se avrai un’altra possibilità
Ritorno in pista, fortunatamente il mio amato lavoro, anche se non pagato adeguatamente per le mie responsabilità, mi riempiva di calore, ero a contatto con bambini tutto il giorno, il loro affetto e la stima delle famiglie mi tenevano alto il morale. Poi dopo 6 mesi, arriva un’offerta di lavoro per mio marito, un trasferimento imminente e una scelta da fare in breve tempo. Una nuova terra, una nuova lingua, senza famiglia, senza amici e senza lavoro, almeno per me. Avrei dovuto lasciare tutto per iniziare da capo a 39 anni. Siccome anche mio marito era stanco del salario, ma anche demotivato e poco stimolato, abbiamo pensato di non perdere l’occasione e così, alla ricerca della felicità, è iniziata la nostra nuova vita.
Mio marito e le sue soddisfazioni sul lavoro (che arrivano immediate) e io che trovo subito contatto con altri italiani. La comunità è grande, molto attiva e in generale tutte le persone sono ben disposte. Aspettiamo di nuovo un bambino, la gravidanza va male, ma vengo aiutata, supportata e coccolata in ospedale (pubblico) come non avrei mai immaginato nella mia vita.

Nasce il nostro bimbo, prematuro e in pieno Covid, ma anche lui riceve un’attenzione e una cura che in Italia non avrebbe ricevuto. Lo dico con cognizione perché quando ho perso il primo figlio nessuno di noi ha ricevuto l’appoggio, il calore e l’attenzione che la situazione meritava (ero alla settimana 21). Il bambino viene seguito con attenzione, fino al compimento dei due anni, sia dall’ospedale in cui è nato che in un ospedale pediatrico di riferimento in Spagna, tutto gratis, tutto da protocollo.
I primi due anni e mezzo sono stata una mamma h24 7/7 perché era troppo pericoloso far frequentare un nido al bambino e complicato affidarlo ad una baby sitter. Mi sono dedicata con amore alla crescita del nostro tesoro, che ora sta bene ed è forte come una roccia e io ho amato con tutto il cuore questa nuova versione di me.

Mio marito ha potuto lavorare da casa, quando voleva, senza che gli venisse fatto pesare e ha usufruito di una paternità di 16 settimane che qui è offerta a ciascun genitore dal 2021. Nonostante la mancanza di supporto da parte della famiglia di origine o degli amici di vecchia data, ho trovato in questa città la mia nuova tribù. Le persone sono tutte molto attente e rispettose, non giudicano ogni cosa che fai, come lo fai e perché lo fai. Ho potuto e posso tutt’ora essere la mamma che desidero.
Ci sono spazi pubblici (costi super ridotti o servizi gratis) che offrono un luogo per famiglie e bambini, per incontrarsi, per fare rete, per formarsi. Ludoteche che pensano al benessere e al divertimento del bambino tanto quanto a quello del genitore, doule, assistenti all’allattamento, specialisti pre e post parto e supporto alla genitorialità in ogni angolo e per tutte le tasche. Scuole pubbliche (non c’è bisogno di spendere in quelle private) super stimolanti e con approcci educativi rispettosi e positivi. Parchi super attrezzati ad ogni angolo della città.I bambini e, in generale le persone, vivono molto gli spazi pubblici, godono di momenti vissuti all’aria aperta e sono più “rilassati” nei confronti della vita. Tutte cose che in italia (ho vissuto a Roma e a Salerno) non ho mai visto né sperimentato.


Al compimento del terzo anno del bambino, ho ripreso in mano la vita lavorativa, partecipando ad una formazione gratuita di 9 mesi, offerta dal comune (arrivata alla 43esima edizione) che aiuta le donne che vogliono puntare su un proprio progetto lavorativo. Così a settembre del 2024 è nata l’associazione di cui sono presidente e che si dedica a supportare le famiglie durante il coraggioso viaggio della genitorialità. I servizi di formazione e supporto sono molto apprezzati e sto ricevendo delle belle soddisfazioni, qui l’attenzione all’educazione consapevole, positiva e rispettosa è un tema molto valorizzato.


Per le neo mamme, è previsto un aiuto di 100 euro al mese (125 per le famiglie monoparentali) fino al compimento del terzo anno di età del bambino, inoltre entrambi i genitori possono usufruire di un congedo retribuito di 5 giorni per accudire un figlio ammalato.
A chi mi chiede: “tornerete mai in Italia? Vi manca il supporto della famiglia? “ Noi possiamo rispondere sinceramente “Abbiamo trovato la nostra dimensione e siamo davvero soddisfatti, nonostante la mancanza affettiva della famiglia d’origine, siamo circondati da una tribù fantastica”

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