Ho conosciuto questa mia amica all’asilo di mio figlio e abbiamo iniziato a parlarci per caso. Una volta mi ha telefonato chiedendo un’informazione e poi da lì abbiamo iniziato a sentirci, probabilmente a pelle era scattato un feeling.
Il weekend spesso ci vediamo con i bambini, ma non ci vediamo per i bambini, il che rende le cose molto diverse.
Mi farebbe piacere vederla e parlarci anche senza mio figlio, e questo ho capito negli anni, fa tutta la differenza di questo mondo. Le amicizie nate solo per i bambini sono durate sempre molto poco, almeno per me e intrattenersi ore con persone a cui non hai nulla da dire e loro non hanno nulla da dire a te, non è sostenibile.
Mi piace il fatto che nessuna di noi finge o deve fingere, ci sediamo su una panchina e sorridiamo di noi, delle nostre vite per motivi diversi non perfette.
Dei nostri ritardi, dei caratteri dei nostri figli che entrambe conosciamo reciprocamente bene, di tutte le cose che abbiamo in arretrato nella settimana e nella vita, delle nostre amarezze.
Se una delle due arriva tardi per qualsiasi casino o contrattempo, l’altra non fa le fa finire nemmeno la frase, ma si ma non ti preoccupare, lo sappiamo come vanno queste cose cosa ti giustifichi a fare.
Se c’è da andar via prima, nessuno si offende, vale il discorso sopra.
Tutto questo ha richiesto un periodo di rodaggio e reciproca conoscenza, come ogni rapporto che possa davvero definirsi tale.
Chi riesce passa al volo a prendere la merenda, tanto sappiamo che cosa piace a tutti e due: arrivo con la merenda è la frase di rito.
Nessuna deve dimostrare, o fingere, o raccontarsi per quello che non è. Posso dire come la penso, posso dire che certe volte mi sembra di correre come un criceto su una ruota e lei può dirlo a me.
Nessuna delle due farà una di quelle espressioni di finto compatimento, a volte ci si ascolta senza nemmeno dare inutili risposte.
Se ho la sensazione che ha avuto una settimana pesante vado io nel parco vicino a casa sua, viceversa fa lei il contrario, senza nemmeno dirci il motivo: vengo io oggi, aspettami là.
Ormai riesco a rapportarmi davvero solo con persone che non mi richiedono di mettere una maschera, con cui non devo continuamente spiegare, con cui non c’è nessuna gara alla madre migliore, al figlio migliore.
Guardiamo le stagioni che cambiano da una panchina, tra un gelato e un the. In inverno ripetiamo allo sfinimento chiuditi quella giacca, in estate vieni a mettere un po’ di crema.
Ho capito solo ora che questi sono gli unici rapporti che mi interessano davvero.
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