Qualche tempo fa vado a fare una visita medica. Ti chiedono sempre se hai fatto interventi e quanti figli hai. Uno. Ah, e perché? Mi guarda il medico, un uomo sulla settantina, con fare inquisitorio e abbassandosi leggermente gli occhiali.
Come uno che fa partire il pilota automatico, faccio partire la risposta che do sempre in questi casi, che peraltro purtroppo corrisponde anche alla realtà : ci stavo lasciando le penne con il parto. E non ho dormito per due anni e comunque un secondo figlio a 40 anni non me la sento. So che adesso l’età media si é alzata e anche molto, ma rimane il fatto che non me la sento. (Sbaglio anche a giustificarmi, infatti non lo farò mai più).
Beeeeh, mi guarda con l’aria di uno che é convinto di dire qualcosa di molto intelligente e altrettanto utile, giocherellando con la sua penna Montblanc da mille euro: ‘Non mi sembra una motivazione valida (come se toccasse a lui stabilire che cosa é valido e cosa no nella vita degli altri), non tutti i parti sono uguali, dica piuttosto che non vuole un secondo figlio’. Per un attimo ho riascoltato nella mente quello che aveva detto, perché effettivamente ho avuto il dubbio che fosse un sogno.
Lo guardo allibita e gli rispondo: “Dico che piuttosto non mi va di stare qua a giustificarmi con lei, torniamo all’oggetto della visita, se non le spiace”.
Il tema del secondo figlio è un tema che scotta, e la gente non ha un briciolo di buonsenso per tacere. Ci sono coppie che iniziano a litigare furiosamente già al primo di figlio, c’è chi non ha soldi, c’è chi è completamente solo nella gestione e arranca già così, c’è chi ha avuto brutte esperienze in ospedale o è stata a letto per mesi con gravidanze a rischio. C’è chi vorrebbe e non riesce, e ogni volta che ne parla sta anche peggio.
E poi, udite udite, c’è chi sta bene anche così, chi ha trovato il suo equilibrio, chi avrebbe le condizioni e non se la sente.
In ogni caso, chi ha un po’ di buonsenso e soprattutto un po’ di sale nella zucca, questa domanda non la fa MAI.

Lascia una risposta