Era da qualche tempo che volevo portare mio figlio all’Acquario di Genova e per qualche motivo non c’era ancora stata l’occasione. Abbiamo deciso di andarci un sabato, e probabilmente il weekend non é stata una buona scelta, ma tra impegni lavorativi vari non é sempre facile ritagliarsi altri momenti.
Che l’Acquario di Genova sia molto famoso in Europa é stato detto e scritto dappertutto, quindi non occorre aggiungere altro. Una superficie espositiva di 27.000 mq dislocata su più livelli e senza barriere architettoniche, 400 specie animali e 200 specie vegetali insieme a tanti percorsi di approfondimento con il personale dedicato, ne fanno un luogo che sicuramente affascina grandi e piccoli.

Meduse luminescenti, murene che emergono da spaccature rocciose, rari pesci antartici, colorati pesci tropicali (quelli che hanno ispirato per intenderci il famoso cartone Disney Alla ricerca di Nemo, vasche dedicate a delfini, squali e foche: l’itinerario espositivo si dirama attraverso diverse aree tematiche, permettendo di osservare le creature acquatiche da diverse angolature grazie a passerelle e tunnel sottomarini. Ci sono anche vasche all’aperto in cui poter ammirare i delfini.



Acquario di Genova. Biglietti e quando andarci: io durante il weekend non ci tornerei
Premesso che non è difficile immaginare che un’attrazione così popolare attragga turisti in tutte le stagioni dell’anno specialmente il weekend, onestamente mi immaginavo che proprio grazie alla sua nomea, i flussi di persone fossero organizzati un po’ meglio, e questo aspetto mi ha sinceramente molto deluso.
All’Acquario di Genova si accede con biglietti con fascia oraria rigida (se ad esempio avete prenotato alle 14.30 e provate ad entrare dieci minuti prima vi lasciano fuori) e questo sarebbe più che giusto, se almeno garantisse un minimo di ordine poi all’interno. ma almeno quando sono andata io, così non è stato: vasche letteralmente prese d’assalto da orde di gente indisciplinata e scarsissima presenza di personale a far rispettare le più basilari regole di educazione. Passeggini doppi, tripli, quadrupli su corridoi stretti che se non stai attento ti falciano le gambe, adulti privi di buon senso che sostano minuti interi con una coda interminabile dietro a fotografare qualsiasi cosa, gente che letteralmente si siede davanti alle vasche quando ci sono scalini come se fosse a casa propria. E nessuno del personale che fa rispettare un minimo di ordine, garantendo a tutti i visitatori il diritto di godersi la visita in pace. L’alta affluenza va bene e se vai di sabato te la aspetti, ma ti aspetti anche che se se hai pagato 100 euro per tre biglietti ci sia qualcuno poi dentro a gestire tutta quella gente. L’unica figura del personale che ho visto intervenire é stato nel momento in cui alcuni bambini mettevano addirittura le mani in acqua con i genitori che tranquillamente lasciavano fare: a quel punto ha ricordato (per fortuna) che era vietato.
Acquario di Genova: é un’esperienza “da ricchi”?
Da ricchi no, ma certamente a buon mercato non é. Noi in tre (due adulti e un bambino) abbiamo pagato esattamente 98 euro. Che potrebbero andar bene per le attrazioni in sè, ma certamente non per come poi si possono fruire all’interno. Al di là di questo aspetto, anche tutto quello che si trova poi all’interno é decisamente caro.
All’entrata il personale chiede di scattare una foto ai visitatori senza nessun impegno di acquisto. Una volta terminato il giro sono andata a chiedere di vederla e sono rimasta abbastanza perplessa dal prezzo: 20 euro. Ma non é tutto. Circa a metà percorso si trova un grande bar con punto ristoro e una bella terrazza esterna in cui vengono venduti gelati erogati con una macchinetta. Due gusti a scelta tra yogurt e panna, un unico formato (bicchiere di plastica) tre topping a scelta e possibilità di aggiunta di smarties per oltre 5 euro.

Per carità, è vero che si può scegliere di non acquistarlo, è vero che il prezzo é chiaramente esposto, é vero che quando si viaggia si spende e si sa benissimo, ma é anche vero che almeno a mio parere, é un prezzo assolutamente eccessivo. Per fare contenti i bambini si fa, ma per un bicchierino di panna con tre smarties é decisamente caro.
Acquario di Genova: conclusioni
A mio figlio é piaciuto e in sintesi questo é quello che per me é stato importante. Anche per noi adulti é stata un’esperienza interessante, che tornassi indietro non rifarei certamente il weekend, per tutti i motivi elencati sopra. Dopo l’Acquario (due ore e mezza circa di visita incluso la sosta al bar) abbiamo visitato la città, mangiato la focaccia nei caruggi, preso un po’ di sole, e bevuto un caffè in Piazza San Lorenzo. Partendo presto la mattina rimane poi una buona parte della giornata per fare un giro, rilassarsi e guardarsi attorno.
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