C’è una mamma che eri.
Una che dormiva di più, sì, ma soprattutto una che aveva più silenzio nella testa.
Una che a volte si annoiava e non sapeva che, un giorno, avrebbe rimpianto perfino quella noia lì.
Poi c’è la mamma che sei.
Quella che vive a colpi di “un attimo”, che entra in una stanza e dimentica perché, che ama in modo spropositato ma sogna cinque minuti senza nessuno che la chiami.
Quella che va avanti stancamente, appunto. Non per scelta, ma perché non c’è alternativa.
E poi c’è la mamma che stai diventando.
Che non hai ancora capito bene chi sia.
E va bene così.
La persona che eri
Avevi un’idea di maternità. Non necessariamente zuccherosa, ma sicuramente più semplice di com’è andata. Avevi più spazio mentale, più tempo per finire un pensiero senza essere interrotta, più controllo — o almeno l’illusione di averlo. Eri una versione di te che oggi guardi con affetto, e a volte con una nostalgia che ti senti pure in colpa a provare.
Non perché stessi meglio.
Ma perché eri intera. Non sempre disponibile, non sempre divisa, non sempre necessaria.
La mamma che sei
Sei stanca. Una stanchezza che non si risolve dormendo, perché nasce dalla responsabilità continua, dal dover pensare a tutto prima ancora che succeda. Sei cambiata nel corpo, nelle priorità, nel modo di amare e nel modo di perdere la pazienza. Spesso ti senti meno: meno paziente, meno brillante, meno presente a te stessa.
Eppure sei anche più di quanto pensi. Più resistente, più capace di reggere giornate che sembrano non finire mai. Anche quando ti sembra di stare solo sopravvivendo, stai facendo qualcosa di enorme. Solo che nessuno te lo dice abbastanza.
La mamma che stai diventando
Non è quella che ha tutto sotto controllo. È quella che inizia a smettere di chiedersi se sta facendo abbastanza. È quella che capisce che tornare com’era prima non è un obiettivo realistico, e forse nemmeno desiderabile.
È una mamma che prova a giudicarsi meno, anche se non sempre ci riesce. Che accetta che crescere figli significhi anche cambiare pelle, perdere pezzi, ricostruirsi in modo imperfetto. Senza frasi motivazionali, senza filtri, senza promesse di felicità perenne.
Non devi scegliere
Non devi rinnegare la persona che eri.
Non devi giustificare la mamma che sei.
Non devi sapere oggi chi diventerai domani.
Puoi essere tutte e tre.
Nella stessa giornata. Nello stesso pomeriggio storto.
Non ti sei persa.
Ti stai trasformando.
Stancamente, sì.
Ma con una forza che spesso non ti riconosci.
E va bene così.
Chi scrive
Valentina Desario è l’autrice di Stancamente Mamma e scrive di maternità e vita quotidiana con ironia, sincerità e spirito pratico
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