Nonni: aiuto o invadenza?Manuale di sopravvivenza per trascorrere serenamente le feste

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A cura della Dott.ssa Nunzia Martella, fondatrice dell’associazione Educare in Positivo

Sono una mamma expat, vivo lontana da familiari e amici di una vita. Conosco bene la fatica di crescere ed educare un bambino senza avere un appoggio, senza una rete di supporto, senza il piano B se capita un imprevisto.
Sono stata una figlia cresciuta circondata anche dal calore e dall’affetto di nonni e zii, ricordo bene tutte le volte che sono stati la salvezza per i miei genitori, un punto saldo su cui poter contare, sempre!

Riconosco e cerco di trasmettere a mio figlio il dono prezioso dell’avere i nonni nella nostra vita; lo aiuto a creare un vincolo forte di amore e gratitudine, anche se siamo distanti; mi impegno affinché senta che sono figure di riferimento su cui potrà sempre contare.

Eppure oggi, grata e riconoscente per avere emotivamente accanto i miei genitori, seppur distanti geograficamente, vorrei lanciare una provocazione: ma quanto sono fortunata nel poter crescere ed educare un bambino lontano dai miei genitori e dai miei suoceri?

Perché esiste anche questo aspetto da considerare, c’è sempre l’altra faccia della medaglia in tutto. Me ne sono accorta molto presto, sin dai primi mesi di vita del bambino. Nonostante la stanchezza e le difficoltà, il desiderio di un piatto caldo pronto, di un aiuto in casa o di un momento di pausa e di riposo. Ho capito subito che, per me (per noi come coppia) la distanza era un punto di forza. Ho potuto e posso prendere le decisioni rispetto al come, dove e quando educare mio figlio, discutendone solo con mio marito. Ho potuto e posso essere la mamma che decisero, che voglio! Apprezzo non essere costantemente sotto la lente di ingrandimento per tutto ciò che dico o faccio, per il modo in cui educo o non educo.

Certo sono grata alla mia famiglia e a quella di mio marito per il loro supporto, affetto e presenza. Sono immensamente fortunata nel poter crescere mio figlio circondato dall’amore dei nonni che non manca mai, anche se non viviamo la quotidianità del rapporto. Sono infinitamente riconoscente per i mille modi in cui ci fanno sentire il loro affetto e il loro orgoglio.

Oggi però vorrei dar voce a quella parte di me che si sentirebbe davvero sotto stress se dovesse condividere la sua maternità con i nonni accanto perchè, quando le festività o le vacanze estive, ci riuniscono sotto lo stesso tetto, il livelli di cortisolo salgono alle stelle.

So che non sono sola e che molte famiglie hanno difficoltà nel mantenere i rapporti con i genitori privi di screzi se si parla della gestione e dell’educazione dei nipoti.

Perché i nonni sono una benedizione, sono figure fondamentali per la crescita emotiva e intellettuale dei più piccoli, ma possono diventare una forza che scompiglia quando smettono di essere nonni e iniziano a sostituirsi a noi.

Quando superano una sottile linea tra offrire un aiuto prezioso e interferire nell’educazione dei nostri figli. Quando decidono, giudicano, mettono in discussione le nostre capacità, le nostre decisioni ma soprattutto la nostra funzione.

Mi sono interrogata spesso sia come madre, che come consulente genitoriale, sulle cose che i nonni non dovrebbero mai fare affinché l’armonia familiare possa essere garantita e la loro influenza resti positiva e costruttiva per i bambini e per noi figli.
Ho stilato per voi una lista:

  •  Aspettarsi che educhiamo allo stesso modo
  •  Dare lezioni senza che vengano richieste
  •  Criticare il nostro stile educativo
  •  Ignorare le regole sull’alimentazione
  •  Farci sentire in colpa
  •  Imporre le proprie convinzioni ai nipoti
  •  Fare regali importanti senza consultarci
  • Correggerci davanti ai nostri figli.

Perché nonni e genitori entrano così spesso in conflitto?

«Ho cresciuto figli molto prima di te, saprò bene cosa sto facendo Quanti neogenitori si sono sentiti rivolgere questa frase dai propri genitori o dai suoceri almeno una volta? I nonni sono stati genitori per primi e, mossi dal desiderio di essere d’aiuto, offrono consigli basati su ciò che, ai loro tempi, veniva considerato il meglio. Dall’altra parte, noi genitori camminiamo ancora con passo incerto: impariamo giorno dopo giorno, facendo esperienza, cercando di migliorarci. Avere accanto qualcuno che mette continuamente in discussione le nostre scelte non è rassicurante, né crea un clima favorevole. È così che spesso nasce il conflitto. I neogenitori si ribellano a indicazioni che arrivano da 30 o 40 anni fa, sentendosi giudicati e poco riconosciuti; I nonni, invece, si sentono messi in dubbio nel loro valore di genitori e feriti dalla sensazione di essere esclusi dalla vita familiare.
Quando arriva un bambino, è importante ricordarlo, gli equilibri familiari cambiano profondamente. Questo passaggio porta spesso a rivedere il rapporto con i propri genitori da una prospettiva nuova, più adulta e paritaria. Quando diventiamo genitori, tutti — figli e nonni — sono chiamati a fare un passo avanti, un vero e proprio salto generazionale. In questi momenti delicati possono emergere delle difficoltà. I nonni, ad esempio, possono trovarsi ad affrontare sentimenti ambivalenti: la gioia immensa per l’arrivo di un nipote e, allo stesso tempo, la consapevolezza del proprio invecchiamento e le preoccupazioni per il futuro.

Noi figli, diventati da poco genitori, possiamo faticare a sentirci subito pienamente a nostro agio nel nuovo ruolo, attraversati da insicurezze e dubbi. E può succedere che i nonni facciano fatica a “lasciare il timone”, riconoscendoci fino in fondo come genitori. È proprio qui che nascono le tensioni: il confine tra aiuto e invadenza è sottile e può essere percepito in modo molto diverso dai nonni e dalla coppia genitoriale. D’altra parte, così come non si nasce genitori, allo stesso modo non si nasce nonni: anche questo è un ruolo che si impara, passo dopo passo

Cosa si può fare allora affinchè i nonni siano buoni alleati e non avversari nella crescita dei nipoti?


Ecco alcuni spunti di riflessione e consigli per gestire al meglio la relazione con i “nonni invadenti”, quelli cioè che non rispettano il nostro modello educativo e che sembrano metterci anche i bastoni tra le ruote nel nostro vivere la genitorialità:

  1. La prima regola per costruire una buona intesa è “stare nel ruolo adulto”. È importante che, come genitori, sappiamo esprimere in modo chiaro e rispettoso i nostri bisogni e le nostre aspettative, riuscendo a definire confini e spazi personali.
  2. Allo stesso tempo è fondamentale che i nonni siano consapevoli che il valore del loro ruolo risiede proprio nella sua complementarietà rispetto a quello genitoriale. Il supporto che possono offrire, grazie all’esperienza e alla loro presenza concreta, non dovrebbe mai mettere in discussione la nostra autorità — soprattutto davanti al bambino — ma piuttosto affiancarla e sostenerla.
  3. Può essere utile chiarire quali sono i valori non negoziabili: i nonni non ricoprono un ruolo educativo primario, e la responsabilità dell’educazione dei figli resta a noi genitori. Questo non significa che tutto debba avere lo stesso peso: esiste una scala di priorità, con aspetti su cui si può essere più flessibili e altri su cui è necessario essere fermi. Prova quindi a fare un elenco dei comportamenti messi in atto dai nonni durante il tempo trascorso con i bambini e chiediti per quali situazioni valga davvero la pena aprire un confronto, in modo circostanziato e assertivo.
  4. Anche i nonni, però, hanno bisogno di un rinforzo positivo. Accanto alla lista delle cose che magari ci infastidiscono o ci fanno storcere il naso, è importante tenere ben presente tutto ciò che li rende una risorsa preziosa. Anche gli adulti hanno bisogno di sentirsi riconosciuti, apprezzati e confermati nei loro sforzi e nel loro affetto.
  5. Comunicare in modo assertivo, senza aggressività. Un approccio comunicativo empatico e non giudicante, rispettoso delle emozioni dell’altro, aiuta a mantenere il dialogo aperto. Comunicare bene significa non solo accogliere le emozioni di chi ci ascolta, ma anche riconoscere e dare spazio alle nostre, comprese quelle di disagio o disappunto. Spesso, infatti, dietro la rinuncia a esprimere un bisogno non c’è solo il timore di non essere ascoltati, ma una svalutazione della nostra stessa emozione.
  6. Per una crescita serena dei figli è però essenziale che i ruoli siano chiari e ben definiti. Anche se non è sempre semplice, questo rappresenta un punto chiave per una collaborazione davvero armoniosa tra noi e nonni. Le sovrapposizioni di ruoli e funzioni possono generare confusione nei bambini e rendere più faticosa la comprensione delle regole familiari.
  7. Stabilire limiti chiari e riconoscibili è quindi fondamentale. Nella quotidianità, nei rapporti con genitori, suoceri, fratelli e naturalmente con i figli, saper definire confini e affrontare i conflitti in modo costruttivo è una competenza essenziale. Questi limiti vanno posti con calma, flessibilità e, soprattutto, con amore..

Quando genitori e nonni stanno bene, favoriscono il benessere dei bambini

Crescere ed educare un bambino non è un compito semplice. Siamo tutti, in fondo, degli equilibristi che cercano di non cadere mentre imparano a camminare su un filo sottile. In questa avventura, la presenza dei nonni può diventare una risorsa preziosa: tutto dipende dall’equilibrio che, giorno dopo giorno, si riesce a costruire. Nonni e genitori possono essere complici, in disaccordo, a volte persino ai ferri corti, ma restano due facce fondamentali della stessa grande medaglia: la famiglia. Salvo situazioni davvero critiche, non c’è cattiveria da nessuna delle parti. Tutti desiderano il meglio per i bambini e ciascuno è convinto che il proprio modo di agire sia quello giusto. Tenere a mente questo può aiutare ad ammorbidire le posizioni e ad aprire uno spazio di incontro. Come accade in ogni relazione, la comunicazione è la chiave.

Perché il conflitto possa trasformarsi in dialogo, è necessario l’impegno di tutti: i nonni sono chiamati a fare un passo indietro rispetto alle decisioni educative, e noi genitori a riconoscere il valore di nonni presenti, affettuosi e coinvolti nella vita dei nostri figli. Ricorda che, a volte i nonni restano legati al ruolo di genitori, dimenticando che quei bambini che hanno cresciuto sono diventati adulti e genitori a loro volta. Allo stesso tempo, sta a noi comunicare regole e confini con chiarezza e rispetto, per favorire un clima di armonia familiare e, soprattutto, la serenità dei bambini.

Perché l’amore non si divide tra i ruoli, ma si moltiplica quando i ruoli trovano il loro equilibrio.

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