Perché questo blog si chiama Stancamente Mamma

1024 682 Stancamente Mamma

Da quando sono diventata mamma mi sono resa conto quasi fin da subito che questa é forse é l’unica situazione nella vita in cui devi giustificarti spesso, e soprattutto, tutti sembrano sapere meglio di te che cosa devi fare, come ti senti e come “dovresti” sentirti, questo in generale. E questo ti stanca.

Poi ci sono le situazioni quotidiane in cui molte mamme (tra cui chi scrive) si sono imbattute. Colloqui di lavoro con domande ai limiti della legalità, tanto per dirne una. Sei stanca quando sempre sul lavoro sei la prima ad arrivare e l’ultima ad uscire, non necessariamente perché ogni giorno tu sia impegnata fino a tardi, ma per dimostrare che anche sei hai un figlio, rimani affidabile come prima.

Mi sono sentita stanca delle frasi che iniziano con “Tutti i bambini”: quando ho realizzato che mio figlio é uno e non é tutti, ho imparato a non ascoltare più come vanno a finire.

E infine, il classico discorso della bicicletta, il ritornello evergreen, che parte al tuo primo segno di cedimento: “Hai voluto la bicicletta?”. Personalmente amo la “mia” bicicletta più di me stessa, ma ciò non significa che pedalare non affatichi.

La stanchezza nel crescere un figlio fa parte di una stanchezza “buona” e non é quella di cui parlo: mio figlio é tra le poche scelte della mia vita che rifarei milioni di volte.

L’avverbio “stancamente” si riferisce a tutto il resto.

Più di tutto però, questo “stancamente” apre la porta a chi arriva sul blog o o sulla pagina Facebook con qualcosa da raccontare che magari non viene “capito” nella vita quotidiana. Ecco, quella porta aperta dà un messaggio: vieni pure, forse so che cosa provi.

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