Perché non mi piace il modo in cui viviamo

1024 712 Stancamente Mamma

C’è una persona che negli anni ho frequentato in modo altalenante che sta attraversando un periodo difficile. Me l’ha detto lei stessa qualche mese fa, e io le ho chiesto se le facesse piacere che le stessi vicino, mi ha detto di sì.

Poi mi sono offerta diverse volte di darle una mano anche nelle faccende più pratiche, e ogni volta anche se so che avrebbe bisogno, mi risponde che non vuole disturbare e rivendica anche giustamente la sua autonomia. Io lo capisco e faccio un passo indietro.

Una domenica di luglio, quando Milano è semi-deserta nei suoi viali assolati mi trovavo a pranzo con mia mamma e mio figlio e le ho scritto come stava, come faccio ogni giorno o quasi.

Mi ha risposto come sempre che tirava avanti e che doveva resistere. Ogni volta che mi dice che deve resistere mi viene la pelle d’oca.

Senti le ho scritto, io tra un quarto d’ora pago il conto se ti va e solo se ti va in mezz’ora ti citofono e mi dici se vieni a fare due passi. Senza impegno, se non hai voglia non vengo.

Non ho nemmeno finito di inviare il secondo messaggio, che mi aveva risposto: ‘Mi sto vestendo, ti aspetto’.

Abbiamo parlato tre ore e nonostante io non abbia purtroppo potere di risolvere certi problemi ma mi e’ sembrata sollevata dall’avere qualcuno davanti, o quantomeno dal sentirsi meno sola.

O anche nell’essersi levata anche per poche ore quella maschera del devo farcela per forza.

Ma perché siamo diventati così? Non mi piace il modo in cui viviamo.

In realtà, sollevata mi sono sentita anche io.

Perché più volte ho pensato che la durezza del mondo avrebbe cambiato anche me, prima o poi, ma non è vero. Non riesco a far finta che questo sia normale, non riesco a girarmi dall’altra parte. Non riesco a pensare che non mi riguardi anche se in minima parte.

Non aderirò mai alla retorica dell’arrangiarsi a tutti i costi, perché arrangiarsi può essere costruttivo finché non sconfina nella solitudine e nell’abbandono.

Arrangiarsi va bene per la gente che sta bene, per tutti gli altri, no. Chi è in difficoltà va aiutato, a qualsiasi età.

Chi è in difficoltà non si arrangia.

Con tutti i miei errori, non insegnerò mai a mio figlio che avere bisogno di qualcosa o di qualcuno ci renda deboli, o molli, o inetti. Fossi anche l’unica a dirglielo in una società che invece nel suo cinismo, rema al contrario.

Nessuno si salva da solo.

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