Tempo per sé delle mamme: perché salta sempre per primo

1024 596 Stancamente Mamma

L’altro giorno mi è capitato di chiacchierare con due amiche, mamme anche loro. Ognuna raccontava un po’ della settimana, del lavoro, dei soliti incastri. A un certo punto ho detto che avrei dovuto rinunciare a una delle due ore che, dopo nove anni, riesco a ritagliarmi ogni settimana per fare un po’ di sport: quel giorno mio figlio sarebbe uscito prima da scuola e sarei dovuta andare a prenderlo.

Mi ha fatto sorridere. Un sorriso amaro, però, perché entrambe hanno esordito con la stessa frase: «La cosa più semplice è se quel giorno non ci vai».

Non c’era cattiveria in quella risposta, credo. Eppure mi ha colpita la rapidità con cui era arrivata la soluzione: cancellare proprio l’ora che avevo tenuto per me. Prima di rinunciarci, si poteva anche provare a immaginare un’alternativa: chiedere alla nonna per una volta, vedere se mio marito potesse uscire prima dall’ufficio, mettere sul tavolo un’opzione diversa.

Quando il tempo per sé diventa la prima cosa da tagliare

Quando si parla di qualcosa che fai per te, anche se gli dedichi poco o niente, sembra che quel tempo possa sparire senza conseguenze. C’è sempre un impegno più urgente, qualcuno che ha bisogno, una richiesta che viene prima. E così lo spazio personale diventa la riserva da cui attingere ogni volta che la settimana non torna.

Si ragiona così anche sulle scelte grandi: che cosa vuoi che sia se per qualche anno non lavori? E via alle ortiche progetti di una vita. Che cosa vuoi che sia se non trovi mai il tempo per coltivare un’amicizia? Dai buca anche a questo appuntamento: di buca in buca, di quell’amicizia resterà solo il ricordo di ciò che è stata.

Che cosa vuoi che sia se non fai più un briciolo di movimento, se ti guardi allo specchio e magari non ti trovi più? Che cosa vuoi che sia se sono mesi che devi comprarti qualcosa, ma c’è sempre qualcos’altro che viene prima?

Di rinuncia in rinuncia si arriva a zero

Una rinuncia, presa da sola, può sembrare piccola. Una volta salti lo sport, un’altra volta rimandi un acquisto, poi sposti un appuntamento con un’amica. Ma se la soluzione è sempre che sia tu a rinunciare, le eccezioni si sommano e lo spazio per te si restringe. A furia di togliere, si arriva a zero.

Ci sono giorni in cui davvero non si può fare diversamente. Ma prima di cancellare automaticamente ciò che una madre fa per sé, forse vale la pena chiedersi se esista un’alternativa e chi possa aiutarla a trovarla. Non perché ogni incastro debba risolversi senza fatica, ma perché il suo tempo non dovrebbe essere considerato sempre il più facile da sacrificare.

Sarebbe più facile, certo, se quel giorno non ci andassi. Nessuno dovrebbe cambiare programma, uscire prima dall’ufficio o riorganizzarsi. Meno disturbi gli altri, meglio è. Solo che quella facilità ha un costo, e a pagarlo sei tu.

.

🌿 Può interessarti

👉 I parenti che spariscono quando nasce un figlio
https://stancamentemamma.com/i-parenti-che-spariscono-quando-nasce-un-figlio

👉 Perché i bambini si comportano peggio con la mamma
https://stancamentemamma.com/perche-i-bambini-si-comportano-peggio-con-la-mamma

👉 La sindrome della brava bambina nelle mamme
https://stancamentemamma.com/la-sindrome-della-brava-bambina-nelle-mamme

👉 Lettera a quelli che dicono “goditela”
https://stancamentemamma.com/lettera-a-quelli-che-dicono-goditela

Chi scrive
Valentina Desario è l’autrice di Stancamente Mamma e scrive di maternità e vita quotidiana con ironia, sincerità e spirito pratico

Se vuoi unirti al nostro gruppo privato “Stancamente Mamma / La stanza segreta”… CLICCA QUI

… Perchè nasce Stancamente Mamma

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti