La gentilezza ha molti nomi e molte sfaccettature: compassione, empatia, generosità, aiuto. In ogni sua sfumatura é certamente una caratteristica che può rendere il mondo un posto migliore di quello che é. “Sii gentile con tua sorella“, “Difendi sempre i tuoi amici” e “Non prendere mai in giro nessuno“, sono ritornelli genitoriali, giusti, senza dubbio, comuni in tutto il mondo, ma che detti così forse hanno poca presa. In un mondo digitale frenetico e incentrato sui risultati, insegnare la vera compassione ai nostri figli può sembrare una sfida seria, e in effetti lo è. E al di là delle parole, che senza esempi, lasciano sempre un po’ il tempo che trovano, dobbiamo essere noi, a essere con il nostro esempio, portatori di valori positivi. Per risultare credibili però, dobbiamo saper essere un vero esempio.
La gentilezza si impara, soprattutto dai genitori
Gli elementi costitutivi della gentilezza risiedono nell’intelligenza emotiva (chiamata EQ), che in realtà consiste nel comprendere, gestire e utilizzare le proprie emozioni per comunicare, superare le sfide, risolvere i conflitti ed entrare in empatia con gli altri. Piuttosto che un tratto della personalità, la gentilezza è un’abilità nel set di abilità dell’EQ. Ecco alcuni modi per trasmettere questa abilità ai bambini.
1. Parlane. Poiché il fondamento della gentilezza è l’intelligenza emotiva, essere in grado di identificare, parlare e elaborare i propri sentimenti è il primo passo affinché un bambino diventi una persona gentile. Quindi, parlare di cosa significa gentilezza, di come fa sentire le persone, del perché qualcuno dovrebbe aver bisogno di gentilezza e che aspetto ha. Si può pensare di leggere insieme libri sulla gentilezza indicando i personaggi e chiedendo ai propri figli di raccontare come si sentono secondo loro.
2. Concentrati sulla gentilezza. Quando si tratta di prendersi cura degli altri, i bambini devono imparare a bilanciare i propri bisogni con quelli degli altri, oltre a saper mettere in pratica questi momenti. Chiedi a tuo figlio: “Qual è stata la cosa più bella che qualcuno ha fatto per te oggi?” o “Che cosa bella pensi di poter fare per qualcuno domani?” Anche il rispetto per gli altri è una parte importante dell’insegnamento della gentilezza e parte dalle piccole cose quotidiane.

3. Dai valore alle azioni gentili dei bambini. Fai attenzione a notare i piccoli atti di gentilezza che tuo figlio mostra, sia che si tratti di coglierti un fiorellino durante la tua gita al parco o di condividere con te il suo biscotto mangiato a metà. La gentilezza inizia prendendosi cura di qualcuno diverso da te stesso, quindi loda gli sforzi di tuo figlio e incoraggia una maggiore gentilezza. Digli: “È così gentile da parte tua condividere il tuo dolcetto preferito con la mamma!” Man mano che crescono, diventa ancora più importante affermare le loro azioni gentili.
4. Sii un modello di gentilezza: predica bene e razzola bene
Come per la maggior parte di ciò che riguarda il lavoro di genitore, siamo il miglior modello, nonché il primo. I bambini non sono in grado di cogliere la visione di insieme e si concentrano spesso sul “qui e ora”, il presente. Proprio per questa ragione, possono fare una certa fatica a cogliere l’impatto delle loro azioni, specie quando non sono buone e quando hanno a che fare con bullismo ed esclusione, ad esempio. Senza una guida salda e sicura, i bambini non sarebbero in grado di mettersi nei panni altrui, né di comprendere l’effetto delle loro azioni. E qui il nostro lavoro di adulti é fondamentale, più che mai. Come genitori, dobbiamo far attenzione ai nostri comportamenti. Il vecchio adagio “I bambini faranno quello che fai, non quello che dici” é quanto di più vero si possa dire. Se vogliamo che crescano gentili, niente é meglio del buon esempio.

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