di Valentina Desario
Parliamo spesso di parità di genere come di un obiettivo lontano, qualcosa che riguarda il mondo del lavoro o le scelte degli adulti. Molto più raramente ci chiediamo quando e come iniziano a formarsi gli stereotipi che, nel tempo, alimentano disuguaglianze e discriminazioni. La risposta, nella maggior parte dei casi, è semplice: iniziano presto.
Nell’infanzia. Nelle parole che ascoltiamo o che non ascoltiamo. Nei modelli che osserviamo e che facciamo nostri ancora prima di rendercene conto.
È proprio da questa consapevolezza che nasce Crescere PARI, progetto inserito nella piattaforma educativa Young612+ promossa da Global Thinking Foundation, con l’obiettivo di avvicinare bambini e bambine ai temi della parità, della consapevolezza e dell’inclusione.
L’iniziativa si sviluppa attraverso strumenti digitali e contenuti educativi pensati per supportare scuole e famiglie nel percorso di crescita delle nuove generazioni, offrendo chiavi di lettura accessibili e stimolando nuove riflessioni sul rispetto delle differenze. Alla base del progetto c’è un’idea educativa precisa e concreta: non basta parlare di diritti quando i ragazzi diventano grandi: occorre costruire fin dall’inizio una cultura della consapevolezza.
Il magazine digitale collegato al progetto si propone infatti come uno spazio di approfondimento su temi che riguardano la crescita personale e collettiva: benessere, educazione finanziaria, sostenibilità, parità di genere. Un luogo in cui informazione e riflessione si incontrano con l’obiettivo di favorire cambiamenti positivi e duraturi.
L’approccio adottato si inserisce in un quadro più ampio, legato agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare al Goal 5 dedicato all’uguaglianza di genere.
In questo senso, Crescere PARI non rappresenta soltanto un progetto educativo, ma anche una volontà di rispondere in modo efficace a una sfida culturale che riguarda l’intera società: quella di accompagnare bambini e bambine verso una maggiore autonomia di pensiero, sostenendoli nel riconoscere e superare stereotipi ancora profondamente radicati e altrettanto dannosi.

Secondo diverse analisi sul sistema educativo e sociale, infatti, la costruzione di competenze legate alla cittadinanza attiva e alla responsabilità individuale è sempre più centrale nella formazione dei cittadini di domani. Iniziative che promuovono un apprendimento partecipativo e inclusivo possono contribuire a rafforzare questo percorso, offrendo strumenti concreti per interpretare la realtà in modo critico e consapevole.
Educare alla parità significa, in fondo, educare alla libertà. Alla possibilità di scegliere senza essere condizionati da aspettative imposte. Alla capacità di riconoscere il valore delle differenze e a tracciare il proprio futuro.
Si tratta di un strada lunga, di lavoro che richiede coerenza, responsabilità e collaborazione tra scuola, famiglia e comunità. Perché la parità non si costruisce solo con le leggi o con le dichiarazioni di intenti. Si costruisce ogni giorno, nel modo in cui accompagniamo i nostri figli a leggere la realtà e a diventare persone.
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Chi scrive
Valentina Desario è l’autrice di Stancamente Mamma e scrive di maternità e vita quotidiana con ironia, sincerità e spirito pratico
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