Le domande dei bambini: come rispondere

1024 577 Stancamente Mamma

Fino a poco tempo fa era un bicchiere d’acqua, ogni sera, prima di dormire. Con le luci già spente, abbiamo dimenticato l’acqua. Magari ne beveva un sorso ma era un rituale.

Ora è un bicchiere d’acqua, più una domanda esistenziale. Domanda alla quale, anche se è mezzanotte non evito mai di rispondere. Non che le risposte siano sempre giuste, probabilmente non lo sono quasi mai. Comunque ci provo lo stesso, quando mi chiede di parlare non dico mai di no.

L’altra sera mi domandava quando uno è un amico e quando uno non è. E di quando vorresti essere amico magari di qualcuno che è più amico di altri, tutte cose così.

Su questo aspetto nella mia vita ho fatto molti errori: ho trascorso troppo tempo che avrei potuto dedicare ad altro o a niente, ad insistere.

Ma non con gli altri, perché per come sono fatta non potrei mai. A insistere con me stessa; magari mi trovavo in situazioni in cui non ero felice, o ero a disagio, o sentivo dentro di me che non era il mio posto, comunque rimanevo lì, credendo sempre di essere io il problema. Magari credevo di risolverlo insistendo ancora di più con me stessa che come mi sentivo non era poi così importante.

Insistevo nel convincermi che magari quella persona si era comportata in quel modo o in quell’altro per chissà quale ragione. La ragione a volte era semplice nella sua crudezza: non gli interessava abbastanza e può succedere, ma l’errore è forzare la mano. Peggio ancora, auto convincerci che quello è il massimo che meritiamo. Che anche se non è quello che ci fa star bene è meglio che niente.

A un certo punto mi sono resa conto che è vero solo quello che è reciproco, solo quello che non ti dà mille problemi, solo quello dove senti che dall’altra parte c’è lo stesso tuo interesse. Esiste solo quello che è reciproco, il resto sono passatempi senza presente e senza futuro. Ho anche capito che a volte è meglio niente. Allora gli ho detto mettici il tuo massimo, ma se non funziona, se qualcuno sceglie altro, molla e guarda altrove. Lascia che sia, dicevano i Beatles e lo diceva anche la mia maestra di yoga.

Ha bevuto un sorso d’acqua e ha detto ok dormo. Ma non sono certo di aver capito.

Io ci sono messo quarant’anni, ha tempo anche lui.

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