Quando fai il secondo figlio?

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Quando fai il secondo figlio? Eccola lì, la domanda delle domande.

Nel mio caso posso dire che mi sono portata avanti subito, perché hanno iniziato a chiedermelo che il mio bambino non aveva nemmeno un mese. Non aspettare troppo, che poi diventa grande! Non vorrai mica lasciarlo figlio unico! I figli unici sono viziati (da figlia unica posso dire che è tutto relativo, ma fa niente) e poi quando sarà grande avrà almeno un punto di riferimento. Ma si, pensaci subito e via il dente, via il dolore.

Penso che siano un po frasi che ci siamo sentite dire tutte e non necessariamente con chissà quale scopo malizioso dietro. A volte sono solo un modo di dire qualcosa, di fare conversazione, altre volte sono sicuramente un modo di impicciarsi un po’ dei fatti altrui, soprattutto quando si ha poca confidenza. In ogni caso, a meno che la mamma in questione non sia lei per prima a mostrare di aver voglia di affrontare questo tema, dal mio punto di vista almeno, è molto più saggio nonché rispettoso lasciar perdere. Non perché sia necessariamente un argomento tabù, ma perché si vanno a toccare una serie di temi che non è detto che si abbia davvero voglia di affrontare, molto semplicemente. Non tutte le coppie trovano un nuovo assetto quando arriva un bambino tanto per cominciare, non lo trovano con uno e non pensano minimamente a replicare, tanto per buttare sul tavolo un’eventualità.

Quando fai il secondo figlio?

Quando il secondo figlio non arriva

Ci sono temi che per alcune persone sono più dolorosi che per altre, perché toccano argomenti privati, ferite magari non rimarginate, crucci di varia natura. Per alcune coppie ad esempio un secondo figlio può non essere una scelta da mettere sul tavolo, nel senso che magari dopo svariati e frustranti tentativi questo bambino non arriva, e magari a un certo punto ti viene detto di rassegnarti perché non arriverà mai.

A quel punto la coppia deve affrontare tutti i sentimenti legati alla mancata realizzazione delle proprie aspettative, rassegnandosi all’idea di riporre per sempre quel sogno nel cassetto e in fondo al proprio cuore. Chiedere quando fai il secondo figlio a chi l’ha cercato in modo modo e non può averlo è una domanda che anche posta nella totale buonafede può fare molto male.

Quando la coppia è già in crisi dopo il primo figlio

La leggenda narra che arrivò il bambino e tutti vissero felici e contenti. La realtà, ovvero i dati Istat, raccontano ben altro, ovvero i divorzi seguono un trend in salita. In poche parole, favole a parte, molte coppie a pensare al secondo figlio non ci arrivano nemmeno perché la crisi inizia già con il primo.

Incomprensioni, problemi di lavoro ed economici, difficoltà nella gestione della nuova routine, rinuncia da parte di molte mamme al proprio lavoro e alla propria indipendenza economica per accudire i figli o perché gentilmente accompagnate alla porta dall’azienda. sono tutti fattori che messi insieme possono provocare un mix esplosivo e in alcuni casi portare purtroppo a rotture definitive. Succede anche questo e molto più di quello che ci piace pensare. Prima di fare domande è meglio pensare che non è così ovvio che la persona in questione stia affrontando il periodo più leggero della sua vita.

Quando fai il secondo figlio?

Quando la coppia è sola

I tempi della grande famiglia attorno alla coppia per molti sono finiti, si esce dall’ospedale, ci si chiude nelle quattro mura di casa propria e si salvi chi può. Poi dicono che ti viene la depressione postparto, ma sfido chiunque a non deprimersi quando è sempre solo.

Spesso di salva chi ha qualcuno vicino, o chi ha disponibilità economica per farsi supportare nella vita di tutti i giorni. Chi non può, prova a salvarsi da solo, per quello che può. Ma salvarsi da solo oltre che un tantino crudele può essere un’esperienza molto dura, che non ci si sente di ripetere. Anni di slalom al lavoro, di immensa fatica a conciliare tutto, di annullamento di se stessi. Anni ad aver paura anche a mettersi a letto due giorni con la febbre e l’influenza perché si è solo in due e bisogna trovare in qualche modo la forza di gestire il bambino e mandare avanti tutto. Di stipendi direttamente girati alle babysitter, di permessi per le malattie dei bambini, di corse.

Chi ha i nonni disponibili e felici di esserlo è fortunato e probabilmente non lo sa, chi deve arrangiarsi sa che cosa significa ed è probabile, nonché legittimo che non se la senta né di ripetere l’esperienza, tantomeno di parlarne.

Quando semplicemente va bene così

Ultimo, ma non di importanza, c’è chi magari è nelle condizioni più favorevoli che ci possano essere, ma sta bene così. Ha trovato il suo equilibrio, la sua serenità, la sua stabilità. Vede il bambino che cresce e piano piano ha riacquisito un pò di autonomia, un pò di spazio per pensare nuovamente a sé, un po’ di tempo libero per fare qualcosa di nuovo con la famiglia e non se la sente di ricominciare con seggiolone, pappe e passeggino per altri anni. Non è né giusto né sbagliato, sono scelte personali e come tutte le scelte personali sono insindacabili. In poche parole, quando fai il secondo figlio è una domanda che è meglio tenersi per sé. Se si tratta di un’amica, prima o poi sarà lei a raccontarcelo, se si tratta di conoscenti, tutto sommato saranno anche affari loro.

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